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lug26
Differenziata: la solita Ostuni
Pubblicati, con notevole ritardo direi, i dati ufficiali riferiti alla raccolta differenziata del mese di Giogno e, come nostra consuetudine ve ne diamo notizia.L’estate, come ben noto, è un periodo critico. L’aumento degli abitanti dovuto al flusso turistico comporta inevitabilmente un aumento della produzione di rifiuti. Se vi fosse un efficiente servizio di raccolta differenziata ciò potrebbe costituire una risorsa potendo il comune vendere le materie primeseconde ai vari consorzi, ma in realtà la situazione è esattamente all’opposto. Nessuna struttura ricettiva esegue la raccolta differenziata e quindi tutta questa merce viene inviata a smaltimento con i relativi costi economici ed ambientali che ricadono inevitabilmente sulla popolazione residente. Se, come prevede la legge nazionale e regionale, fosse applicata la tariffa sul servizio anziché la tassa sui rifiuti, determinando così la quota in base alla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti almeno i costi economici sarebbero a carico di chi i rifiuti li produce. I camping, gli alberghi, i B&B che non differenziano pagherebbero bollette salate e ciò li spingerebbe ad organizzare al loro interno un efficiente sistema di differenziazione dei rifiuti. Con l’attuale sistema TARSU invece o differenzi o non differenzi la quota non cambia e visto che organizzare un buon servizio ha dei costi, per quale motivo dovrebbero accollarseli? Molto meglio esternalizzare i costi e farli ricadere sulle tasche degli Ostunesi. Qualcuno dirà “non possiamo rompere le scatole ai turisti” e io gli rispondo che sono cose che si fanno in diverse parti del mondo anche in luoghi dove il turismo frutta molto di più che da noi.
A Giugno quindi primo picco nella produzione dei rifiuti destinato a raggiungere il suo culmine nel mese di Agosto. Più di 2.100 tonnellate, il 10% in più rispetto allo scorso anno. Questo però non dimostra, come sostiene qualcuno, che vi sia un incremento delle presenze rispetto allo scorso anno, perchè ad Ostuni da anni, nei periodi non turistici, si osserva un costante aumento della produzione dei rifiuti a fronte di un costante calo dei residenti. Tali aumenti non sono certo conseguenza di un aumento delle presenze ma bensi di un mercato malato che ci spinge sempre più a comprare a soprattutto a comprare cose che hanno una vita breve in modo che siamo “costretti” a ricomprarle.
Il 7,91% di questa enorme massa di rifiuti è andata a recupero mentre il restante 92% è stato destinato a discarica. Cala conseguentemente anche la media annuale che scende sotto il 9% (8,78 per l’esattezza), ma tutto ciò deve essere ignoto a Legambiente che ci ha assegnato le cinque vele…tte anche per “il miglioramento della raccolta differenziata”. Questi dati, vale la pena ricordarlo, comporteranno l’applicazione della ecotassa imposta dalla Regione Puglia ai comuni che non soddisfano i minimi standar nella differenziazione dei rifiuti, con conseguenti esborsi per € 100.ooo con i quali si poteva fare ben altro.
P.S.: Martedì è previsto un decisivo incontro tra innovambiente e ATO BR1 il cui esito avrà in un modo o nell’altro delle ripercussioni sulla raccolta e gestione dei rifiuti dei comuni afferenti tra cui Ostuni. Per gli aggiornamenti … stay tuned.
Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Economia, Politica, Rifiuti, Salute; Tags:, raccolta differenziata, sostenibilità, sprechi; Commenti:No Comments




























