-
nov9
Il gruppo anti cerano organizza per Giovedì 12 alle ore 18, presso il Centro Frizzoli a Torchiarolo un pubblico dibattito sul tema “Carbone, inquinamento e Salute”.Parteciperà la Prof.ssa Ada Calabrese responsabile del gruppo ai rapporti con la stampa, il Dott. Maurizio Portaluri direttore della U.O. Radioterapia della ASL di Brindisi, il Dott. Emilio Gianicolo ricercatore I.F.C. – CNR di Brindisi.
Al termine dell’incontro verrà inaugurata la collettiva fortografica “Salento stop inquinamento” che resterà esposta nel centro fino al 5 Dicembre.
PARTECIPATE
GIOVEDI’ 12 NOVEMBRE 2009 ore 18
c/o CENTRO FRIZZOLI DI TORCHIAROLO
CARBONE, INQUINAMENTO E SALUTE
Postato da: admin; in:Ambiente, Informazione, Salute; Tags:, inceneritori, tumori; Commenti:No Comments
-
set18
Innanzitutto scusate per l’off line del blog di questi giorni, ma ci sono stati una serie di problemi tecnici. Comunque rieccosi qua e, giusto per non perdere l’abitudine, dobbiamo per l’ennesima volta evidenziare dei dati che confermano quanto da noi più volte sostenuto: i vessilli “ambientali” che sventolano su palazzo San Francesco non trovano corrispondenza nella realtà e ci piacerebbe anche sapere quanto il loro ottenimento pesa sulle casse comunali.Ieri 17 Settembre il Quotidiano ha pubblicato i risultati di uno studio realizzato dall’associazione BorgOstuni attraverso 300 questionari distribuiti ai turisti. Iniziamo a dare un occhiata ai lati positivi segnalati: centro storico 42% , gentilezza/ospitalità 43%, cibo genuino 11%. Come vedete la stragrande maggioranza indica come lati positivi della città bianca una serie di aspetti che poco hanno a che vedere con l’azione amministrativa. Come è ben noto a tutti il centro storico è stato realizzato un po’ di secoli fa e questa amministrazione non è neanche in grado di garantire la tradizionale imbiancatura a calce, mentre gli altri due aspetti riguardano le caratteristiche di un popolo che noi sappiamo bene essere eccezzionale. Detto questo vale la pena evidenziare che nessuno ha inserito nei lati positivi aspetti relativi alla gestione o alla tutela dell’ambiente, oppure ai numerosi e costosi eventi dell’estate Ostunese, mentre solo il 4% ha notato un miglioramento urbano.
Gli aspetti ambientali si presentano puntuali invece quando si tratta di indicare i lati negativi. Infatti, il 28% del campione lamenta “poca pulizia della città e delle spiagge”, mentre il 22% indica gli scarsi mezzi pubblici verso il mare e le altre località limitrofe. A dire il vero la scarsa pulizia delle spiagge era già stata indicata ad inizio stagione, ma il fatto fu licenziato dall’amministrazione come una polemica elettorale e comunque garantiva nessun problema per il periodo turistico. A parte il fatto che il mare è una risorsa da rendere godibile a tutta la popolazione Ostunese e non solo al turista, dai risultati del citato studio pare che neanche questo sia stato raggiunto.
Non ci rimane da sperare che il neoassessore all’ambiente si impegni per migliorare questi aspetti anche se dobbiamo da subito dissentire su alcune sue dichiarazioni in merito all’operato del suo predecessore che, a nostro avviso, tutto ha fatto tranne che un “buon lavoro”.
Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Politica; Tags:, Ostuni, spiagge, territorio; Commenti:No Comments
-
ago16
Maledetti sacchetti di plastica, sono come il prezzemolo li trovi ovunque. Abbandonati sul ciglio della strada, nelle campagne, hanno invaso i mari e sono uniformemente distribuiti sulle spiagge. Quando tira vento li vedi svolazzare in aria, leggeri e tutti colorati come una specie di farfalla moderna. Comodi, resistenti, economici, quando al supermecato ne chiedi uno ta ne tirano dietro una manciata, tanto sono gratis; vedo persino metterci dentro il pane caldo così che dopo pochi minuti un cibo delizioso e croccante diventa una penosa gomma difficile da masticare.Una direttiva europea ne decreta l’estinzione a partire dal 2010, ma l’Italia paese delle mille proroghe annuali ha deciso di prolungarne l’esistenza e la commercializzazione; non sia che la sua assenza scolorisca il nostro paesaggio.
Il comune di Ercolano dotato evidentemente di un Sindaco lungimirante, decide di andare controtendenza ed emana una direttiva che ne vieta l’uso e la distribuzione nel proprio territorio, consentiti esclusivamente sacchetti di carta o comunque in materiale biodegradabile a partire dal 15 settembre 2009. Ennesima dimostrazione dell’importanza delle scelte politiche che si effettuano a livello locale. Dalle nostre parti non mi risultano iniziative del genere, quindi non mi resta che affidarmi alla vostra sensibilità.
Se vuoi leggere l’ordinanza del Sindaco di Ercolano la puoi scaricare qui.
Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Politica, Rifiuti; Tags:, decrescita, raccolta differenziata, sostenibilità; Commenti:No Comments
-
ago11

Riceviamo da nuova messapia questa testimonianza che volentieri pubblichiamo.
Mi trovo dal 22 gennaio catapultato a San Giovanni Rotondo perchè a mio figlio Luvi di 2 anni e mezzo è stata diagnosticata un Leucemia Linfoblastica Acuta. Vi scrivo perchè voglio raccontarvi in sintesi una piccola storia, che deve necessariamente evolversi nella direzione della salvezza, ma che mi pone interrogativi che inquietano..
In quel periodo eravamo in attesa del terzo figlio, Graziano, che è nato a S. Giovanni il 16 febbraio.. insomma ci siamo ritrovati scaraventati d’un colpo qui, in un batter d’occhio..
C’è da dire che la fase dell’induzione di Luvi è stata piuttosto difficile e complicata, con tossicità dei farmaci che lo hanno bloccato a letto per 2 mesi.. la remissione completa è stata comunque ottenuta.. Ora è stato classificato come rischio intermedio e ha completato la fase della 1° reinduzione (protocolo III).
Praticamente siamo sempre rimasti qui, tranne che per una settimana alla fine del consolidamento, in cui siamo ritornati nel salento..
Vi risparmio le varie riflessioni sullo sconquasso fisico e psicologico di Luvi, sulle nostre difficoltà come famiglia, sul fatto che siamo entrati in un buco nero e la nostra vita è stata completamente stravolta.. ma ora Luvi sta bene, i medici sono ottimisti, per cui procediamo senza indugi verso la salvezza..
il punto è che:
- al nostro arrivo siamo stati accolti come “l’ENNESIMO CASO SALENTINO”,
- quel reparto in questo periodo registra un incremento di nuovi casi alquanto preoccupante..
- molti sono salentini..naturalmente in chi come me ha una certa storia di sensibilità e attivismo nel campo del sociale, della tutela dell’ambiente, della ricerca di nuovi stili di vita, questa consapevolezza non ha certo destato sorpresa.. sapevamo tutto, sappiamo bene tutti dove viviamo, cosa respiriamo e mangiamo, sappiamo bene che da anni hanno deciso di fare del salento, ma oserei dire della puglia, una terra di morte.. i progetti purtroppo non si fermano, perchè stanno deliberatamente pianificando la morte delle persone per favorire megastrutture di falso progresso, di falsa civiltà..
Cerano è lì che brucia..L’Ilva è lì che uccide, le discariche delle cave salentine sono lì a fermentare schifezze.. e come se non bastasse ecco che il megasansificio di Veglie è già pronto, così come tante altre stronzate che vogliono disseminare qua e là.. non ultimo il nucleare..
Quando ero ancora salvo, stavo a informarmi, informare, frequentavo i comitati, scrivevo canzoni per tentare pacificazioni con questa terra, mi preoccupavo per il futuro..i figli..insomma, molto normalmente pensavo con tempi dilatati..nella speranza appunto di rimanere salvo.. banca etica, commercio equo e solidale, futuro sostenibile, sobrietà.. insomma tante belle parole..vane..
Ora non sono più salvo, perchè Luvi ha la leucemia, perchè è una brutta malattia della quale ho capito poche cose, tra cui che sicuramente non viene per volontà divina e che l’incubo della recidiva durerà per anni, per cui la guarigione di fatto è un concetto molto poco concreto..
perchè vi scrivo?..
non lo so, ma forse perchè probabilmente non torneremo più nel salento, a casa..perchè non potrei proprio sopportare l’idea di ritornare , con tutti quei progetti di morte prossimi alla realizzazione.. non sopporto l’idea di ritornare ed essere trattato dalla mia “comunità(??)” come lo sfigato di turno a cui gli è capitata quasi per caso una brutta vicissitudine, quando invece io sento di essere tra coloro (non pochi) che stanno pagando per tutti le scelte dannose di tutti… perchè ora è l’indifferenza che fa si che questi problemi possono solo aggravarsi, per le famiglie, per la società..
io mi sento di essere un problema di comunità, di generazione..non certo l’eccezione.. ma questo è un messaggio che è difficile far passare ai “salvi”.. noi “non salvi” abbiamo ora un cervello che funziona in modo completamente diverso dagli altri..per cui il nostro concetto di tempo di spazio è alterato..ora è perfettamente incarnato nella realtà..prima no..
quindi..probabilmente potremmo facilmente non tornare più..non perchè altrove la situazione sia migliore, anzi..ma almeno non mi sentirei spettatore inerte e vittima di un modo di fare irragionevole e spietato..ho due figli ancora sani da tutelare.. a 5 km c’è un megasansificio già pronto a colpire..che fortunatamente è stato in qualche modo bloccato..fino a quando? etc..etc..etc..
Io vorrei darmi un’ultima possibiltà di appartenere alla mia terra.. con Annarita, mia moglie, stiamo pensando al modo di poter essere testimonianza attiva… sarebbe utile, ad esempio, che i bimbi ricoverati, le loro tormentate famiglie, quei reparti di sofferenza finiscano di essere fantasmi, invisibili.. il mondo ignora la nostra presenza, la nostra essenza, la sofferenza quotidiana, dove davvero ogni minuto risulta essere prezioso e ogni manovra è di straordinaria importanza.. e Luvi fortunatamente è tra quei bimbi che hanno carte da giocare..ma ce ne sono molti, troppi che non hanno speranze..alcuni già riposano in pace (e ne abbiamo visti e conosciuti e amati in questi mesi) altri sono all’ultima sfavorevole battaglia.. sarebbe molto utile tutto questo, ma è difficile, per cui io vi chiedo di condividere con noi intanto questa esperienza..se la nostra storia può essere utile come testimonianza attiva, se è possibile tentare un coordinamento dei genitori..insomma se avete contatti utili che possano farci sentire utili nonostante la lotta che dobbiamo ancora affrntare..
Ho provato a contattare Caparezza, i Sud Sound System, anche i Negramaro (sono un po’ musicista e credo fortemente nella capacità di creare consapevolezza), invitandoli nel reparto, intanto a dare un po’ di sollievo ai bimbi, ma anche per contribuire a farli uscire dallo stato di “fantasma” e renderli visibili nel mondo, non rincihiusi nei ghetti della sofferenza, ma come avamposto di una società in crisi che deve cambiare per salvarsi.. non ho ancora risposte, ma se avete la possibiltà di contattarli, fatelo, mettiamoci in contatto, progettiamo insieme una grande campagna di informazione, troviamo dei giornalisti seri, dei preti veri, la società civile.. però, vi prego, non coi modi e i tempi dei “salvi”, ma con quelli di chi salvo non lo è più..
Per qualche mese saremo ancora qui, anche se io scendo spesso.. scusate se sono stato lungo e forse confuso, ma come potete ben immaginare c’è tanto da dire, se mi lasciassi andare probabilmente non finirei più, per cui sono costretto ad accennare qualcosa senza approfondirla e non senpre mi riesce esprimermi al meglio..complimenti per il vostro preziosissimo lavoro.. vi saluto nella speranza di ritrovarci insieme..
per Graziano, Luvi, Viola,
per Annarita e Roberto,Roberto Simmini
Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Salute; Tags:, diossina, inceneritori, nucleare, tumori; Commenti:No Comments
-
ago7
Ceglie Messapica è un comune che da Marzo, tra mille difficoltà, ha iniziato la raccolta differenziata porta a porta facendo sparire dall’oggi al domani i numerosi cassonetti sparsi per le vie del paese. Ciò gli ha consentito di raggiungere in quattro mesi percentuali superiori al 40% ed il trend è in continua crescita (considerate che partivano dal 4%). Nonostante queste ottime performance, che gli garantiranno anche uno sconto sulla ecotassa imposta dalla regione, l’amministrazione comunale intende tutelare l’ambiente a 360 gradi e non limitarsi a mostrare vessilli ed alcune iniziative che sanno più che altro di marketing turistico.Riceviamo dall’assessore all’ambiente di Ceglie Messapica Rocco Argentiero il seguente comunicato stampa e volentieri lo pubblichiamo.
Ceglie Messapica è il primo Comune in Puglia ad aver attuato un progetto denominato ECO-MANGIANDO per l’uso di stoviglie e posate biodegradabili in occasione di una grande iniziativa in programma l’8 ed il 9 agosto 2009.
Circa 35.000 saranno le degustazioni servite utilizzando esclusivamente accessori biodegradabili.
Gli obiettivi sono: ridurre la quantità di rifiuti, aumentare la raccolta differenziata e diffondere una corretta conoscenza di queste tematiche.
Il progetto sarà possibile grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale, la Ditta Monteco-Cogeir, la ditta Ideashow, la ditta Ecolushop, il Cea ed alcune associazioni del territorio.Ceglie M.ca – Circa 35.000 saranno le degustazioni servite in occasione del PUGLIA FOOD&WINE FESTIVAL , esse produrranno circa 1. 000 kg di rifiuti. L’uso dei tradizionali piatti, posate e bicchieri “usa e getta” avrebbe avuto un impatto significativo sul bilancio ambientale del territorio.
Il Comune di Ceglie M.ca si è posto il problema e ha voluto realizzare un progetto che, in altre realtà attraverso interessanti sperimentazioni, sta mostrando la sua straordinaria validità.
Si tratta della fornitura di posate, stoviglie in materiale biodegradabile ad una delle principali iniziative popolari, che si svolgono nel nostro comune ed in cui vengono serviti pasti. In tal modo gli accessori si smaltiscono con il materiale organico, abbattendo drasticamente l’impatto della plastica e della carta sul totale dei rifiuti.L’iniziativa dichiara Rocco Argentiero , Assessore all’Ambiente del Comune di Ceglie M.ca si pone tre obiettivi fondamentali e cioè ridurre la quantità di rifiuti, aumentare la raccolta differenziata e diffondere la conoscenza di queste problematiche.
Alcuni dati statistici confermano che l’uso degli accessori biodegradabili per la tavola riduce drasticamente la quantità di rifiuti indifferenziati e della carta mentre fa crescere l’organico – cioè il tipo di rifiuto più facilmente riciclabile – oltre il 50%. Il materiale ecocompatibile utilizzato, Mater–Bi, per le sue caratteristiche di biodegeradabilità e compostabilità può essere infatti raccolto nei contenitori dell’organico e riciclato, diventando ottimo compost per il terreno.
E’ allo studio, tra l’altro, un progetto che prevede la collaborazione del Comune con gli organizzatori di manifestazioni e con alcune attività di somministrazione, la possibilità di offrire gratuitamente – grazie all’accordo con le aziende produttrici – una parte delle dotazioni biodegradabili a fronte di un impegno duraturo per l’uso di prodotti in Mater Bi.Le stoviglie monouso biodegradabili in Mater-Bi®, sono prodotte con la bioplastica, biodegradabile e compostabile naturalmente ai sensi della norma italiana UNI10785. Esse sono in grado di garantire resistenza e tenuta del tutto simili alle plastiche tradizionali, e contengono risorse rinnovabili di origine agricola.
Il loro uso diminuisce le emissioni di gas ad effetto serra, riduce il consumo di energia e di risorse non rinnovabili, completa un circolo virtuoso: le materie prime di origine agricola tornano alla terra attraverso processi di biodegradazione o compostaggio senza il rilascio di sostanze inquinanti.
Da uno studio LCA (Life Cicle Assessment) realizzato da Novamont è emerso che l’utilizzo di 1.000 coperti in Mater-Bi® e il successivo avvio al compostaggio dei residui alimentari comporta una riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 38 chili.Ceglie Messapica lì 06/08/2009
Comunicato Stampa a cura dell’Assessorato alle Politiche Ambientali
Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Politica, Rifiuti, Salute; Tags:, raccolta differenziata, sostenibilità; Commenti:No Comments
-
lug26
Pubblicati, con notevole ritardo direi, i dati ufficiali riferiti alla raccolta differenziata del mese di Giogno e, come nostra consuetudine ve ne diamo notizia.L’estate, come ben noto, è un periodo critico. L’aumento degli abitanti dovuto al flusso turistico comporta inevitabilmente un aumento della produzione di rifiuti. Se vi fosse un efficiente servizio di raccolta differenziata ciò potrebbe costituire una risorsa potendo il comune vendere le materie primeseconde ai vari consorzi, ma in realtà la situazione è esattamente all’opposto. Nessuna struttura ricettiva esegue la raccolta differenziata e quindi tutta questa merce viene inviata a smaltimento con i relativi costi economici ed ambientali che ricadono inevitabilmente sulla popolazione residente. Se, come prevede la legge nazionale e regionale, fosse applicata la tariffa sul servizio anziché la tassa sui rifiuti, determinando così la quota in base alla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti almeno i costi economici sarebbero a carico di chi i rifiuti li produce. I camping, gli alberghi, i B&B che non differenziano pagherebbero bollette salate e ciò li spingerebbe ad organizzare al loro interno un efficiente sistema di differenziazione dei rifiuti. Con l’attuale sistema TARSU invece o differenzi o non differenzi la quota non cambia e visto che organizzare un buon servizio ha dei costi, per quale motivo dovrebbero accollarseli? Molto meglio esternalizzare i costi e farli ricadere sulle tasche degli Ostunesi. Qualcuno dirà “non possiamo rompere le scatole ai turisti” e io gli rispondo che sono cose che si fanno in diverse parti del mondo anche in luoghi dove il turismo frutta molto di più che da noi.
A Giugno quindi primo picco nella produzione dei rifiuti destinato a raggiungere il suo culmine nel mese di Agosto. Più di 2.100 tonnellate, il 10% in più rispetto allo scorso anno. Questo però non dimostra, come sostiene qualcuno, che vi sia un incremento delle presenze rispetto allo scorso anno, perchè ad Ostuni da anni, nei periodi non turistici, si osserva un costante aumento della produzione dei rifiuti a fronte di un costante calo dei residenti. Tali aumenti non sono certo conseguenza di un aumento delle presenze ma bensi di un mercato malato che ci spinge sempre più a comprare a soprattutto a comprare cose che hanno una vita breve in modo che siamo “costretti” a ricomprarle.
Il 7,91% di questa enorme massa di rifiuti è andata a recupero mentre il restante 92% è stato destinato a discarica. Cala conseguentemente anche la media annuale che scende sotto il 9% (8,78 per l’esattezza), ma tutto ciò deve essere ignoto a Legambiente che ci ha assegnato le cinque vele…tte anche per “il miglioramento della raccolta differenziata”. Questi dati, vale la pena ricordarlo, comporteranno l’applicazione della ecotassa imposta dalla Regione Puglia ai comuni che non soddisfano i minimi standar nella differenziazione dei rifiuti, con conseguenti esborsi per € 100.ooo con i quali si poteva fare ben altro.
P.S.: Martedì è previsto un decisivo incontro tra innovambiente e ATO BR1 il cui esito avrà in un modo o nell’altro delle ripercussioni sulla raccolta e gestione dei rifiuti dei comuni afferenti tra cui Ostuni. Per gli aggiornamenti … stay tuned.
Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Economia, Politica, Rifiuti, Salute; Tags:, raccolta differenziata, sostenibilità, sprechi; Commenti:No Comments
-
lug10
Le grandi potenze economiche si sono impegnate a contenere l’innalzamento della temperatura globale entro i due gradi e tutti si stanno prodigando ad esaltare il raggiungimento di questo grande traguardo. Naturalmente nessuno ci spega nei dettagli che cosa voglia dire tutto questo, che ripercussioni si avranno sull’ambiente. Si dice: ci impegnamo per limitare i danni, ma non si dice nulla per dire quanto saranno questi danni e soprattutto cosa fare nei confronti di coloro che non rispetteranno gli impegni presi. L’esperienza insegna che gli impegni rimangono solitamente dei buoni propositi (vedi protocollo di Kyoto).Chi ha voglia di soffermarsi soltanto un attimo a riflettere sulle conseguenze dell’innalzamento della temperatura arriverebbe immediatamente a ricordarsi le elementari nozioni sulla temperatura apprese alla scuola elementare: il caldo fa sciogliere il ghiaccio!!! E quando il ghiaccio si scioglie diventa acqua (cose strane della vita). Allora fate un esperimento: prendete un bicchiere e riempitelo di acqua per 2/3, quindi metteteci dentro 4-5 cubetti di ghiaccio e mettetelo al sole. Secondo voi che succederà? Ritengo non sia necessario rivolgersi a grandi istituti scientifici internazionali per sapere a priori che quel ghiaccio si scioglerà ed il livello dell’acqua nel bicchiere si alzerà probabilmente fino a strabordare.
Adesso il problema consiste nel simulare l’esperimento del bicchiere a livello globale. Perchè è noto che la maggior parte della terrà è ricoperta da acqua ed è altrettanto noto che sulla terrà c’è molto ghiaccio. Bisogna quantificare quindi quanto ghiaccio si sglioglierà con l’innalzamento della temperature e, di conseguenza, di quanto si innalzerà il livello delle acque. Per fare questo abbiamo bisogno del parere e degli studi degli autoroveli istituti di ricerca e studio che hanno fatto diverse rilevazioni e sono tutti giunti alle stesse conclusioni: già adesso i ghiacciai, sia quelli sui rilievi montuosi sia quelli ai poli, si stanno sciogliendo ad una velocità superiore a quella ipotizzata qualche anno fa. Naturalmente al G8 questi istituti non c’erano e le decisioni prese sono state prese dai grandi poteri economici, quali ad esempio quelli Italiani che spingono verso la combustione dei rifiuti e il nucleare.
Nel Marzo scorso si è tenuto a Copenaghen un importante “congresso scientifico internazionale sul cambiamento climatico” in cui hanno preannunciato un innalzamento dei livelli del mare considerevolmente superiore rispetto a quanto previsto dagli esperti qualche anno prima. Nel 2007, il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) aveva preannunciato un innalzamento del livello dei mari compreso tra i 18 e i 59 cm. Il rapporto avvertiva tuttavia che i calcoli erano stati eseguiti in assenza di un quadro completo relativo all’impatto di alcune forze specifiche sulle calotte di ghiaccio in Groenlandia e in Antartide.
“Le cifre fornite dall’ultimo IPCC sono più basse proprio perché al momento della loro elaborazione era noto che vi erano numerose incertezze sulle calotte di ghiaccio,” ha spiegato il professor Eric Rignot dell’università della California – Irvine, negli Stati Uniti. “I modelli numerici usati allora non disponevano di una rappresentazione completa dei cosiddetti “outlet glacier” e delle loro interazioni con gli oceani”.
“I risultati raccolti nel corso degli ultimi due, tre anni dimostrano che vi sono aspetti fondamentali che non possono essere ignorati. In seguito all’accelerazione dei cosiddetti “outlet glacier” in vaste regioni, le calotte di ghiaccio in Groenlandia e in Antartide contribuiscono già in misura maggiore e ad una velocità più elevata del previsto all’innalzamento del livello dei mari. Se questa tendenza dovesse affermarsi, è possibile che assisteremo ad un aumento dei livelli dei mari pari o superiore a un metro entro il 2011,” ha affermato il professor Rignot. Il professor Stefan Rahmstorf dell’Istituto Potsdam (Germania) per la ricerca sull’impatto climatico (PIK) ha spiegato che l’innalzamento del livello del mare è collegato alla temperatura e “accelererà proporzionalmente all’aumento della temperatura del pianeta”. Un articolo recentemente pubblicato dai ricercatori del PIK ha messo chiaramente in evidenza che la linea di un cambiamento climatico di proporzioni pericolose potrebbe essere oltrepassata molto prima di quanto precedentemente previsto dagli esperti. Uno studio del 2007, pubblicato nella rivista Environment and Urbanization, ha dimostrato che 600 milioni di persone in tutto il mondo (vale a dire il 10% della popolazione mondiale) vivono in aree a rischio di inondazione. “Se non vengono prese misure di mitigazione urgenti e significative,” ha detto il dottor Church, “nel XXI Secolo il clima supererà una soglia tale per cui ci troveremo ad affrontare un innalzamento del livello del mare di metri.”
INNALZAMENTO DEI LIVELLI DEL MAREI DI 1 METRO E OLTRE. Vi rendete conto di cosa vuol dire tutto questo? Quanto territorio verrà sommerso? Sul sito Flood Maps è possibile simulare l’innalzamento del livello del mare e vedere quali territori verranno sommersi, è possibile ipotizzare un incremento da 1 a 14 metri e vedere i risultati. Visitatelo e vedete voi stessi che cosa vuol dire un aumento del livello delle acque dovuto all’aumento della temperatura.
Io ho voluto provare a vedere gli effetti sul nostro territorio e le nostre coste nel malaugurato caso in cui, come hanno sostenuto a Copenaghen, ci sia nei prossimi anni un innalzamento di 1 metro. La prima cosa a cui dovremmo rinunciare è il neocostituito parco delle dune costiere Torre Canne – Torre San Leonardo che sarebbe completamente sommerso dalle acque che arriverebbero persino a languire la S.S. 379. Chi ha casa al Pilone la usi finchè può, chi è intenzionato ad acquistarne una ci pensi bene. Ma naturalmente non sono solo quelli del Pilone a doversi preoccupare, perchè stessa sorte spetta ad una parte di Diana Marina, Villanova (il porto in primis) e Gorgognolo; oltre a vedere sparire quasi tutte le splendide calette che caratterizzano la nostra costa.
Un vecchio detto recita: il mare da e il mare prende. Il mare ci ha dato una splendida costa su cui si è costruito di tutto e adesso se la riprende.
P.S.: Nella foto, presa da Wikipedia, il Ghiacciaio del Kilimangiaro nel 1993 e nel 2000.
Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Politica; Tags:, sostenibilità, territorio; Commenti:No Comments
-
lug9
Sono le piccole cose che fanno la differenza, è con le piccole cose che si può cambiare il mondo; il cambiamento può partire solo dalle comunità, dai Comuni partirà (anzi è già partito) il grande cambiamento. Si è vero così si procede piano piano, ma come ben sapete chi va piano va sano e va lontano.
È stata inaugurata venerdì 22 maggio a Monterotondo, la prima fontana leggera del Lazio e dopo soli 5 giorni dall’inaugurazione il contatore registrava ben 12.000 litri di acqua erogati.Un dato importante che evidenzia come, grazie a questa opportunità, il rifornimento di acqua pubblica sia una scelta sempre più diffusa.
I litri di acqua “sfusa” hanno permesso di risparmiare le prime 8.000 bottiglie in materiale plastico che corrispondono a 10.880 kWh di energia eletrtica e 4.240 litri di acqua non utilizzate in fase di produzione.
Anche la CO2 è coinvolta in questa azione collettiva di risparmio con ben 560 kg di anidride carbonica non emessa.
La fontana, fortemente voluta dall’Assessore all’Ambiente e alle politiche giovanili del Comune di Monterotondo Luigi Cavalli, rientra all’interno del progetto Riducimballi promosso dall’Ente di Ricerca Ecologos avente come finalità la riduzione dei rifiuti alla fonte.
“Questa installazione della fontana pubblica alla spina è un tassello di un progetto più ampio del Comune di Monterotondo che prevede anche altri interventi per aumentare la sostenibilità dei consumi da parte dei cittadini, come i punti vendita dei detersivi, del latte, della pasta e dei cereali, tutti alla spina.” dichiara Luigi Cavalli – ”Si tratta di azioni concrete che avranno come risultato la riduzione dei rifiuti alla fonte, fatto utile questo anche in vista di un potenziamento della raccolta differenziata”.
A poco più di un mese dall’inaugurazione, la Fontana Leggera di Monterotondo ha già raggiunto i 100.000 litri di acqua liscia e gasata erogati. Un successo per il Comune e per la cittadinanza che ha riscoperto una risorsa pubblica e ne apprezza le caratteristiche.
100.000 litri di acqua pubblica distribuita vogliono dire circa 65.000 bottiglie di plastica non utilizzate per il trasporto e il confezionamento delle normali acque minerali.
Il risparmio delle bottiglie si traduce in 88.400 kWh di energia non utilizzata, 34.450 litri di acqua non utilizzati per la produzione della plastica e 4.550 kg di emissioni di CO2 non immesse in atmosfera.
Articolo tratto da comunivirtuosi.org
Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Economia, Politica, Rifiuti; Tags:, decrescita, sostenibilità; Commenti:1 Comment
-
lug3
Dall’inizio di Giugno la regione Puglia, per stimolare la raccolta differenziata, ha aumentato la tassa di conferimento in discarica dei rifiuti dagli attuali 11€ a 15€ a tonnellata per quei Comuni e quelle ATO che non soddisfano le percentuali minime di differenziazione stabilite dalla normativa regionale (35%). Come ormai ben sanno anche i sassi, Ostuni di certo non brilla su questo aspetto, nonostante le cinque vele…tte di Legambiente assegnate anche per i buoni
risultati ottenuti su questo versante dall’amministrazione Tanzarelliana.Vale la pena ricordare che il solo comune di Ostuni conferisce in discarica circa 20.000 tonnellate di rifiuti all’anno ed un incremento della tassa così come previsto comporterà un aumento di spesa di almeno 80.000€ più iva. Direi che come inizio di questa “nuova” amministrazione che si proponeva di “continuare per migliorare” non c’è male.
Nel frattempo l’ATO BR2 che da qualche mese ha avviato la raccolta differenziata porta a porta ha, invece, ottenuto uno sconto sulla sopracitata tassa. Aver fatto schizzare in pochi mesi la percentuale di rifiuti differenziati dal 3 al 35-40% ha fatto si che la Regione riconoscesse loro uno sconto sulla ecotassa che passa al momento a 10€ a tonnellata. Sconto che aumenterà contestualmente al miglioramento delle performance. Per il Comune di Ostuni corrsiponderebbe ad un risparmio di circa 20.000€ più iva. (Chissà che con questi soldi a disposizione avremmo potuto ottenere un paio di vele…tte in più
).Il nostro Sindaco ha una doppia responsabilità in tutto questo considerato il fatto che è il VicePresidente della ATO BR1 (quanto percepisce per questo incarico?), ma lui non se ne preoccupa anzi si autoelogia definendo i risultati ottenuti dalla sua gestione in questo campo “lusinghieri”. Naturalmente non vogliamo togliere nessun merito in tutto ciò al Dr Moro, al momento ancora Assessore all’ambiente, sul quale non voglio sprecare parole avendo già detto abbastanza in passato per rilevare il suo interesse e impegno sull’argomento in questione.
Non ci resta che ringraziare questi illuminati politici locali chiedendo loro scusa per la nostra insistenza sulla convenienza della raccolta differenziata porta porta che, oltre a ripettare l’ambiente, crea posti di lavoro e COSTA MENO.
P.S.: una rassicurazione per tutti – quelle spese aggiuntive ce le sobbarchiamo noi cittadini mica quei due intelligentoni, eh!
Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Politica, Rifiuti; Tags:, Ostuni, raccolta differenziata, sindaco, sprechi; Commenti:No Comments
-
giu30
Un concetto teoricamente ben presente nella nostra cultura è l’importanza, fin dalla prima infanzia, di una sana ed equilibrata alimentazione. Ma, come spesso avviene per numerosi altri aspetti della nostra vita, a caratterizzarci è la lentezza con cui siamo in grado di trasferire la teoria nella pratica quotidiana; i prodotti da agricoltura biologica, pur diffusi su tutto il territorio nazionale, rimangono comunque un prodotto di nicchia, cosa a cui consegue un prezzo di vendita più elevato rispetto ai prodotti realizzati con tecniche tradizionali.
Il tipo di alimentazione ha ripercussioni sullo stato di salute dei soggetti. L’insorgenza di malattie cardiovascolari, dismetaboliche e neoplastiche è legata anche alle abitudini di vita ed alimentari degli individui e, come ben si sa, la maggior parte della spesa sanitaria è indirizzata proprio alla cura di queste patologie. Quindi destinare risorse nell’incentivare l’utilizzo di alimenti biologici deve essere considerato un investimento in quanto questo mi farà risparmiare in futuro sulla spesa sanitaria.
Lo stimolo a questi comportamenti virtuosi non può che partire dagli Enti Locali sia favorendo la produzione e il commercio di prodotti biologici sia stimolandone il consumo. Le mense biologiche sono un ottimo strumento in tal senso in quanto, oltre a fornire agli uttenti alimenti sani, sono in grado di sensibilizzare la cittadinanza alla tematica, far conoscere ai cittadini questi prodotti, stimolare il commercio, fornire risorse ai produttori. Da agiungere anche che l’agricoltura biologica necessita di più manodopera e quindi far crescere questo settore permette la creazione di posti di lavoro, per non parlare infine dei benefici ambientali, in particolare contro la desertificazione.
Le mense biologiche, vale la pena ricordarlo, sono anche un diritto legalmente riconosciuto. La normativa vigente, infatti, impone che gli alimenti destinati all’infanzia siano esenti da residui di fitofarmaci. Da uno studio effettuato nel 2001 è risultato che un terzo dei prodotti presente nelle mense non era idoneo all’alimentazione per l’infanzia; il suo utilizzo ha leso il diritto alla salute degli utenti ed ha costituito un infrazione alla legge. La normativa prevede in oltre l’obbligo di utilizzare quotidianamente nelle mense scolastiche prodotti ottenuti da agricoltura biologica.
Valutati tutti questi aspetti non si può che arrivare alla conclusione che l’istituzione delle mense biologiche dovrebbe essere scelta ormai non più rimandabile. D’altronde la sola introduzione di cibi biologici nei menu non può essere l’unico aspetto da prendere in considerazione. Le mense sono anche grandi produttrici di rifiuti in particolare plastica e organico. Il divieto ad utilizzare stoviglie di plastica usa e getta dovrebbe essere uno dei primi provvedimenti da prendere da parte di un amministrazione lungimirante in quanto porterebbe immediati vantaggi ambientali ed economici. Tale abitudine propinataci sbandierando la maggior sicurezza igenica è in realtà utilizzata per esternalizzare i costi. L’utilizzo di stoviglie tradizionali non comporta alcun rischio, basta provvedere al loro regolare e corretto lavaggio, ma ciò comporta un costo in strumentazioni e manodopera, molto meglio l’usa e getta tanto i costi per il loro smaltimento se li accolla la comunità.
L’istituzione di mense biologiche e sostenibili con l’introduzione di prodotti biologici certificati, con il divieto ad utilizzare stoviglie di plastica, con l’obbligo ad utilizzare la più sicura e genuina acqua dell’acquedotto, l’utilizzo di prodotti freschi, di stagione provenienti dal territorio circostante e non dall’altra parte del globo comporta benefici ambientali, migliora le condizioni di vita e di salute della poplazione e, dulcis in fundus, consente di risparmiare denaro; di che cos’altro hanno bisogno i nostri amministratori pubblici per darsi una mossa?
Paolo Mariani
Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Politica, Rifiuti, Salute; Tags:, alimentazione, biologico, mensa, prodotti locali, scuola, sostenibilità; Commenti:No Comments




























