• set
    18

    100_2781bisInnanzitutto scusate per l’off line del blog di questi giorni, ma ci sono stati una serie di problemi tecnici. Comunque rieccosi qua e, giusto per non perdere l’abitudine, dobbiamo per l’ennesima volta evidenziare dei dati che confermano quanto da noi più volte sostenuto: i vessilli “ambientali” che sventolano su palazzo San Francesco non trovano corrispondenza nella realtà e ci piacerebbe anche sapere quanto il loro ottenimento pesa sulle casse comunali.

    Ieri 17 Settembre il Quotidiano ha pubblicato i risultati di uno studio realizzato dall’associazione BorgOstuni attraverso 300 questionari distribuiti ai turisti. Iniziamo a dare un occhiata ai lati positivi segnalati: centro storico 42% , gentilezza/ospitalità 43%, cibo genuino 11%. Come vedete la stragrande maggioranza indica come lati positivi della città bianca una serie di aspetti che poco hanno a che vedere con l’azione amministrativa. Come è ben noto a tutti il centro storico è stato realizzato un po’ di secoli fa e questa amministrazione non è neanche in grado di garantire la tradizionale imbiancatura a calce, mentre gli altri due aspetti riguardano le caratteristiche di un popolo che noi sappiamo bene essere eccezzionale. Detto questo vale la pena evidenziare che nessuno ha inserito nei lati positivi aspetti relativi alla gestione o alla tutela dell’ambiente, oppure ai numerosi e costosi eventi dell’estate Ostunese, mentre solo il 4% ha notato un miglioramento urbano.

    Gli aspetti ambientali si presentano puntuali invece quando si tratta di indicare i lati negativi. Infatti, il 28% del campione lamenta “poca pulizia della città e delle spiagge”, mentre il 22%  indica gli scarsi mezzi pubblici verso il mare e le altre località limitrofe. A dire il vero la scarsa pulizia delle spiagge era già stata indicata ad inizio stagione, ma il fatto fu licenziato dall’amministrazione come una polemica elettorale e comunque garantiva nessun problema per il periodo turistico. A parte il fatto che il mare è una risorsa da rendere godibile a tutta la popolazione Ostunese e non solo al turista, dai risultati del citato studio pare che neanche questo sia stato raggiunto.

    Non ci rimane da sperare che il neoassessore all’ambiente si impegni per migliorare questi aspetti anche se dobbiamo da subito dissentire su alcune sue dichiarazioni in merito all’operato del suo predecessore che, a nostro avviso, tutto ha fatto tranne che un “buon lavoro”.

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    Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Politica; Tags:, , , ; Commenti:No Comments

  • lug
    10

    Kilimanjaro_glacier_retreatLe grandi potenze economiche si sono impegnate a contenere l’innalzamento della temperatura globale entro i due gradi e tutti si stanno prodigando ad esaltare il raggiungimento di questo grande traguardo. Naturalmente nessuno ci spega nei dettagli che cosa voglia dire tutto questo, che ripercussioni si avranno sull’ambiente.  Si dice: ci impegnamo per limitare i danni, ma non si dice nulla per dire quanto saranno questi danni e soprattutto cosa fare nei confronti di coloro che non rispetteranno gli impegni presi. L’esperienza insegna che gli impegni rimangono solitamente dei buoni propositi (vedi protocollo di Kyoto).

    Chi ha voglia di soffermarsi soltanto un attimo a riflettere sulle conseguenze dell’innalzamento della temperatura arriverebbe immediatamente a ricordarsi le elementari nozioni sulla temperatura apprese alla scuola elementare: il caldo fa sciogliere il ghiaccio!!! E quando il ghiaccio si scioglie diventa acqua (cose strane della vita). Allora fate un esperimento: prendete un bicchiere e riempitelo di acqua per 2/3, quindi metteteci dentro 4-5 cubetti di ghiaccio e mettetelo al sole. Secondo voi che succederà? Ritengo non sia necessario rivolgersi a grandi istituti scientifici internazionali per sapere a priori che quel ghiaccio si scioglerà ed il livello dell’acqua nel bicchiere si alzerà probabilmente fino a strabordare.

    Adesso il problema consiste nel simulare l’esperimento del bicchiere a livello globale. Perchè è noto che la maggior parte della terrà è ricoperta da acqua ed è altrettanto noto che sulla terrà c’è molto ghiaccio. Bisogna quantificare quindi quanto ghiaccio si sglioglierà con l’innalzamento della temperature e, di conseguenza, di quanto si innalzerà il livello delle acque. Per fare questo abbiamo bisogno del parere e degli studi degli autoroveli istituti di ricerca e studio che hanno fatto diverse rilevazioni e sono tutti giunti alle stesse conclusioni: già adesso i ghiacciai, sia quelli sui rilievi montuosi sia quelli ai poli, si stanno sciogliendo ad una velocità superiore a quella ipotizzata qualche anno fa. Naturalmente al G8 questi istituti non c’erano e le decisioni prese sono state prese dai grandi poteri economici, quali ad esempio quelli Italiani che spingono verso la combustione dei rifiuti e il nucleare.

    Nel Marzo scorso si è tenuto a Copenaghen un importante  “congresso scientifico internazionale sul cambiamento climatico” in cui hanno preannunciato un innalzamento dei livelli del mare considerevolmente superiore rispetto a quanto previsto dagli esperti qualche anno prima. Nel 2007, il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) aveva preannunciato un innalzamento del livello dei mari compreso tra i 18 e i 59 cm. Il rapporto avvertiva tuttavia che i calcoli erano stati eseguiti in assenza di un quadro completo relativo all’impatto di alcune forze specifiche sulle calotte di ghiaccio in Groenlandia e in Antartide.

    “Le cifre fornite dall’ultimo IPCC sono più basse proprio perché al momento della loro elaborazione era noto che vi erano numerose incertezze sulle calotte di ghiaccio,” ha spiegato il professor Eric Rignot dell’università della California – Irvine, negli Stati Uniti. “I modelli numerici usati allora non disponevano di una rappresentazione completa dei cosiddetti “outlet glacier” e delle loro interazioni con gli oceani”.

    “I risultati raccolti nel corso degli ultimi due, tre anni dimostrano che vi sono aspetti fondamentali che non possono essere ignorati. In seguito all’accelerazione dei cosiddetti “outlet glacier” in vaste regioni, le calotte di ghiaccio in Groenlandia e in Antartide contribuiscono già in misura maggiore e ad una velocità più elevata del previsto all’innalzamento del livello dei mari. Se questa tendenza dovesse affermarsi, è possibile che assisteremo ad un aumento dei livelli dei mari pari o superiore a un metro entro il 2011,” ha affermato il professor Rignot. Il professor Stefan Rahmstorf dell’Istituto Potsdam (Germania) per la ricerca sull’impatto climatico (PIK) ha spiegato che l’innalzamento del livello del mare è collegato alla temperatura e “accelererà proporzionalmente all’aumento della temperatura del pianeta”. Un articolo recentemente pubblicato dai ricercatori del PIK ha messo chiaramente in evidenza che la linea di un cambiamento climatico di proporzioni pericolose potrebbe essere oltrepassata molto prima di quanto precedentemente previsto dagli esperti. Uno studio del 2007, pubblicato nella rivista Environment and Urbanization, ha dimostrato che 600 milioni di persone in tutto il mondo (vale a dire il 10% della popolazione mondiale) vivono in aree a rischio di inondazione. “Se non vengono prese misure di mitigazione urgenti e significative,” ha detto il dottor Church, “nel XXI Secolo il clima supererà una soglia tale per cui ci troveremo ad affrontare un innalzamento del livello del mare di metri.”

    INNALZAMENTO DEI LIVELLI DEL MAREI DI 1 METRO E OLTRE.  Vi rendete conto di cosa vuol dire tutto questo? Quanto territorio verrà sommerso? Sul sito Flood Maps è possibile simulare l’innalzamento del livello del mare e vedere quali territori verranno sommersi, è possibile ipotizzare un incremento da 1 a 14 metri e vedere i risultati. Visitatelo e vedete voi stessi che cosa vuol dire un aumento del livello delle acque dovuto all’aumento della temperatura.

    Io ho voluto provare a vedere gli effetti sul nostro territorio e le nostre coste nel malaugurato caso in cui, come hanno sostenuto a Copenaghen, ci sia nei prossimi anni un innalzamento di 1 metro. La prima cosa a cui dovremmo rinunciare è il neocostituito parco delle dune costiere Torre Canne – Torre San Leonardo che sarebbe completamente sommerso dalle acque che arriverebbero persino a languire la S.S. 379. Chi ha casa al Pilone la usi finchè può, chi è intenzionato ad acquistarne una ci pensi bene. Ma naturalmente non sono solo quelli del Pilone a doversi preoccupare, perchè stessa sorte spetta ad una parte di Diana Marina, Villanova (il porto in primis) e Gorgognolo; oltre a vedere sparire quasi tutte le splendide calette che caratterizzano la nostra costa.

    Un vecchio detto recita: il mare da e il mare prende. Il mare ci ha dato una splendida costa su cui si è costruito di tutto e adesso se la riprende.

    P.S.: Nella foto, presa da Wikipedia, il Ghiacciaio del Kilimangiaro nel 1993 e nel 2000.

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    Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Politica; Tags:, , ; Commenti:No Comments

  • giu
    18

    differenziata1Legambiente ha promosso Ostuni con il massimo dei voti: le cinque vele appunto. La cosa curiosa è andare a vedere le motivazioni di questo elevato “punteggio”. Se leggete le dichiarazioni del Presidente di Legambiente Puglia trovate queste parole: “I parchi, le aree marine protette e le iniziative nel campo della gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti, della mobilità, del risparmio idrico ed energetico e della produzione locale di energia da fonti rinnovabili costituiscono per Legambiente chiari indicatori di merito” e subito risaltano alcuni aspetti su cui Ostuni, grazie all’amministrazione che è stata appena riconfermata, non è certo virtuosa, in particolare la gestione sostenibile dei rifiuti, la produzione locale di energia da fonti rinnovabili e la mobiltà sostenibile, fondamentali indicatori ambientali su cui Ostuni non solo non brilla ma a mio avviso fa propio pena. Ostuni per Legambiente ha migliorato la gestione della raccolta differenziata!!! Parlando ultimamente con alcune persone queste sostenevano che ad Ostuni con la differenziata non siamo messi male, pure legambiente l’ha riconoscuito!!! Dove? Quando? Come? Devo essermi distratto un attimo, perchè francamente non me ne sono accorto. Allora vado a controllare i dati ufficiali e mi rendo conto che la situazione non è affatto cambiata: siamo sempre sotto il 10%, nessun miglioramento, niente di niente.  Il grafico inserito sopra è relativo ai dati dal 2007 ad oggi e, a parte quel picco a fine 2007 dovuto ad una campagna a punti con premi sostanziosi (computer), siamo ben al di sotto delle medie indicate dalla normativa nazionale e regionale, rispettivamente del 35% e 45%. Siamo cosi messi bene che la regione, che già ci ha diffidato lo scorso Settembre, ci appiopperà la ecotassa (onerosa) prevista proprio per quei comuni che sul campo della differenziata non rispettano i minimi previsti. Una bella tassa che ricadrà sulle tasche dei cittadini tutti e non su quelle dei veri responsabili (amministratori).
    Un altro aspetto riguardante l’aggiudicazione delle cinque vele…tte è l’accessibilità delle spiagge ai disabili. Io non rientro in questa categoria, ma così a primo impatto non mi sembra che ciò corrisponda al vero, anzi direi esattamente il contrario, quando le mie bimbe erano piccole e andavamo al mare con il passeggino ricordo serie difficoltà a raggiungere le spiagge, ma può anche essere che le cose siano cambiate. Nei prossimi giorni cercheremo di realizzare un video con la partecipazione di alcuni disabili per verificare quanto sia veritiera questa caratteristica e non solo al mare, così come realizzeremo un video per far vedere che cosa c’è in mezzo alla macchia mediterranea e far notare per l’ennesima volta quanto questa amministrazione Comunale investa in immagine (ad. es. spiagge pulite in collaborazione con Legambiente garda caso) piuttosto che in fatti concreti (far pulire le nostre coste a chi è pagato per farlo).
    D’ora in poi pubblicheremo mensilmente l’andamento della raccolta differenziata ad Ostuni in modo che almeno voi che ci seguite (e siete numerosi a vedere le statistiche di accesso – Grazie) siate ben informati.
    Quanto costa alle casse del Comune avere le cinque vele da Legambiente? Quanto percepisce Legambiente dal Comune di ostuni per questa “certificazione”? Anche a questo cercheremo di dare risposta e ve ne informeremo.

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    Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Politica, Rifiuti; Tags:, , , ; Commenti:No Comments

  • mag
    27

    spiagge“La costa ostunese attende interventi – operatori presto al lavoro per evitare disagi”. Così la Città Bianca è descritta da P. Potì della Gazzetta del Mezzogiorno (articolo di domenica 24 maggio 2009). Spiagge sporche, la battigia occupata da alghe, la sabbia mischiata a plastica, immondizia di ogni genere, rifiuti speciali, non parliamo poi della circostante macchia mediterranea! Certo, con la futura lottizzazione prevista da Villanova a Costa Merlata, ci penserà il cemento a dare una parvenza di decoro e pulizia, avranno pensato quei furbetti della Giunta Comunale – c’è bisogno di spendere soldi in pulizia? Oddio! per la verità il Comune già paga in anticipo questo servizio – difatti il contratto d’appalto con la ex SLIA (o come si fa chiamare ora, Innovambiente), prevede la pulizia delle spiagge e addirittura dei fondali fino a qualche metro, però dal 20 al 30 giugno!  Sarà perché, da calendario, l’estate inizia ufficialmente il 21 giugno. Molto spesso si discute nei dibattiti  politici sulle misure per destagionalizzare l’affluenza turistica…….. l’idea di rendere le spiagge fruibili già da aprile – maggio per esempio? Che ne pensano gli assessori Anglani (ormai ex) e Moro?
    Un paese come questo, che campa dal turismo, non dovrebbe nemmeno stare a discutere di questo a giugno, quando gli stranieri sono qua già da metà aprile! Comunque niente paura Signori, al Municipio sanno già cosa fare: sabato e domenica prossima 30 e 31 maggio, il Comune ha promosso un’iniziativa con Legambiente, Associazione Marinai d’Italia e dal Centro di Educazione Ambientale,  denominata “Spiagge e fondali puliti”…..Oh finalmente! Domenica una decina di volontari ripuliranno  i fondali del porto di Villanova (….giustamente con la lottizzazione prevista, ci toccherà andare là a fare il bagno!) e le dune di Lido Morelli.
    “Liberiamo le spiagge e i fondali dai rifiuti! dice lo slogan” – recita l’articolo della Gazzetta – “peccato solo che arrivi con un pò di ritardo, lasciando un pò di amaro in bocca a chi sarà costretto per il prossimo week-end a dividere lo spazio….con alghe, detriti e immondizia”. Solo per il prossimo wee-end? Ci chiediamo noi! Ma per la Giunta Tanzarella, piccoli problemi, grandi soluzioni! Loro non fanno ciò che è dovuto,  ma al momento opportuno si fanno promotori di uno slogan e della buona volontà di Associazioni e volontari  facendo pure bella figura!
    Apprezziamo e condividiamo le 2 giornate promosse dalle associazioni di cui sopra, ma auspichiamo che magari nella prossima Giunta, con la spartizione delle poltrone,  certi assessorati vengano  “appaltati” almeno a persone competenti (sempre che ce ne siano!); poi, dato che oramai  la Giunta si congeda, pretendiamo che “lor signori” prima di lasciare momentaneamente le poltrone, deliberino per una seria pulizia della costa, non una tantum, ma un servizio costante, come dovrebbe essere per una località rinomata come Ostuni.
    Anche perchè da due settimane, per trovare una spiaggia decorosa, sono costretto ad andare a Marina di Pulsano!

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    Postato da: admin; in:Ambiente, Politica; Tags:, , ; Commenti:1 Comment

  • mag
    25

    zappaIl Sindaco uscente e la maggioranza che lo sostiene, consapevoli dell’insoddisfazione popolare nei confronti del loro operato per nulla rivolto ai problemi concreti della gente perchè impegnati a fare gli interessi di pochi, preso atto della concreta possibilità che gli Ostunesi decidano di affidare il governo della città ad altri, hanno pensato bene in dirittura d’arrivo del loro mandato di approvare l’ennesima variazione al piano regolatore per cementificare diverse aree tra le più belle del nostro territorio (il villag­gio da 300mila metri quadrati e 50mila metri cubi del grup­po Gedi, sulla sponda sinistra di Lamasanta tra Gorgognolo e Costa Merlata; il villaggio Mare Blu due, per 144mila me­tri quadrati e 28mila metri cu­bi tra la torre di Villanova e Di­ana Marina; una lottizzazione sulla collina che domina la cit­tà in contrada Santa Filome­na). Gente senza alcuna considerazione del bello e dell’ambiente, gente che soffre nel vedere il verde e la natura incontaminata e così, appena vede un pezzo di terra indifeso, lo stupra senza alcun timore o vergogna. Gente che si mobilita contro il nucleare, non perchè si preoccupa dei danni ambientali, delle ripercussioni sulla salute e degli enormi costi economici che questo comporta, ma si preoccupa perchè tutto questo interferisce con i loro piani di espansione immobiliare. Se dovesse passare anche solo l’ipotesi di una centrale nucleare da queste parti chi credete che sia il pazzo che verrebbe ad investirci denaro in immobili?

    TRAGEDIA!!! tutto quel verde lasciato in mano ad alberi, uccelli e volpi. Tutta quella costa lasciata li a prendere schiaffi dalle onde del mare. La pulsione, l’istinto è irrefrenabile, bisogna violentare, bisogna distruggere. Un bel palazzo li, un residence la e una spruzzatina di rondò qua e la con un pò di alberi dentro così si può dire di aver incrementato il verde pubblico e qualche associazione ambientalista ci aggiudica più vele con le quali si dimostra al popolo ignorante che si governa rispettando l’ambiente.

    Ostunesi, secondo voi chi ve la metterà in culo? Berlusconi con la sua centrale nucleare o Tanzarella & Co con il loro cemento?

    Naturalmente Berlusconi a livello nazionale riesce a fare quello che vuole perchè non esiste alcuna opposizione, impegnata anch’essa a mangiarsi la sua parte di torta in un marcio intreccio politica-affari ormai considerato normale. E qui a livello locale? Ai posteri l’ardua sentenza!

    Nel frattempo propongo una colletta cittadina, una colletta per 41 zappe, una per ogni consigliere uscente, una per ogni assessore uscente ed una per il Sindaco uscente e il 6 e 7 Giugno gli diamo quelle invece del voto e li mandiamo a coltivare pomodori, cocomeri e cipolle con cui ci faremo una gustosa acquasala. E finalmente, per la prima volta, saremo noi a mangiare alla faccia loro.

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    Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Politica; Tags:, , , ; Commenti:No Comments

  • mag
    16

    berlutanza“Ostuni scelta sbagliata, ci sono i turisti”. Questa la dichiarazione del sindaco uscente Domenico Tanzarella di fronte alla paventata possibilità di installare una centrale nucleare nel nostro territorio. Evidentemente a tale soggetto non passa neanche per l’anticamera del cervello che ad Ostuni oltre ai turisti ci sono circa trenta mila residenti e che in questo territorio c’è la produzione del miglior olio di oliva al mondo, da considerarsi un patrimonio per l’intera umanità. Tutto questo pare essere un contorno, un aspetto marginale ed ignorabile tanto da far supporre che se non fosse per il turismo e i conseguenti flussi di denaro che ci girano intorno evidentemente Ostuni potrebbe essere una zona idonea ad ospitare una centrale nucleare. Tale situazione se da un lato e per l’ennesima volta  mi indigna dall’altra non mi meraviglia perchè basta gurdarsi intorno per verificare con i propri occhi quale sia il filo conduttore delle politiche messe in atto dall’amministrazione uscente. Un amministrazione e una classe politica che intende il territorio esclusivamente quale risorsa da consumare. E così si continua a costruire palazzi e palazzine  molte delle quali non vengono neanche terminate (vedi zona artigianale) e la stragrande maggioranza delle quali rimangono inesorabilmente vuote. E non potrebbe essere altrimenti se pensate al fatto che la popolazione residente da diversi anni è in costante calo, ma ciò non importa: le case si fanno per costruire non per farle abitare da qualcuno.

    Stessa concezione politica la troviamo ad esempio nella gestione delle spiagge: nessun intervento per preservarle o per proteggerle dalla devastazione dell’uomo, niente di niente. Unico intervento pulirle alla meglio peggio a Giugno in modo che siano gradite ai turisti estivi, quelli che garantiscono i maggiori profitti. Gli Ostunesi e i turisti fuori stagione che si arrangino tra schifezze varie depositate lungo il litorale. Il mare è per i turisti se non fosse per loro probabilmente anche d’estate dovremmo nuotare tra montagne di monnezza.

    Ma torniamo al problema energetico. Perchè le cose si devono affrontare con serietà e lungimiranza piuttosto che con proclami che sanno tanto di spot elettorali. Noi oggi stiamo già pesantemente pagando il salato conto conseguente a scelte politiche poco sagge prese anche nel recente passato (vedi gestione rifiuti). E vale la pena di sottolineare un comportamento tipico Italiano: Si alle centrali nucleari ma non vicino a casa mia, Si agli inceneritori ma non vicino a casa mia, Si alle discariche ma non vicino a casa mia. Comportamento al quale io rispondo con la solita inascoltata filastrocca: gli inceneritori e le discariche non servono basta fare la raccolta differenziata seriamente ed applicare la strategia rifiuti zero; le centrali elettriche non servono ne quelle nucleari ne quelle a carbone basta utilizzare le fonti rinnovabili quale il solare, l’eolico e il geotermico ed investire nel risparmio e nell’efficienza energetica. Bisognerebbe individuare una data per lo smantellamento di Cerano piuttosto che un luogo per una nuova centrale nucleare. Ma per fare questo c’è bisogno di amministratori che facciano “Politica” pensando al bene comune piuttosto che affari pensando agli amici. Perchè poi capita che se uno ha amici che realizzano centrali nucleari ed inceneritori permetterà e favorirà  la loro realizzazione e se uno ha come amici costruttori edili permetterà e favorirà la costruzione su qualsiasi pezzetto di terra utilizzabile.

    Nel campo energetico i comuni possono fare molto sia per quanto riguarda il risparmio e l’efficienza energetica sia per quanto riguarda la produzione da fonti rinnovabili. Penso ad interventi sulla pubblica illuminazione in grado di ridurre i consumi e quindi la bolletta del 90%, alla bioedilizia sia su edifici esistenti sia su quelli di nuova costruzione in grado di far consumare 1/3 dell’energia consumata dalle costruzioni tradizionali e naturalmente al fotovoltaico grande risorsa ed opportunità in un territorio come quello Pugliese. Penso a tutto quello che l’amministrazione uscente non ha fatto e non ha preso minimamente in considerazione durante questi anni, concentrando tutto su bandiere e vessilli da issare su palazzo San Francesco.

    Negli ultimi anni sono spuntati palazzi come funghi, quanta energia consumano? Sui loro tetti ci sono i pannelli fotovoltaici? Nella concessione edilizia questi aspetti sono stati considerati? Con questo tipo di politica ci ritroveremo circondati da discariche, inceneritori e centrali elettriche siano esse nucleari o a carbone  e le future generazioni, i nostri figli, i nostri nipoti si ritroveranno con in mano un bel pugno di mosche (avvelenate).

    Quindi quando leggete continuare per migliorare pensate bene a cosa questo vuole in realtà dire.

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    Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Politica; Tags:, , , , , ; Commenti: Comments (3)

  • apr
    21


    Siamo un popolo molto bravo a piangere sulle disgrazie, sui morti, sulle tragedie, ma siamo altrettanto bravi una volta passata l’onda dell’emozione a scordarci dell’accaduto ad ignorare tutte quelle azioni ed omissioni che di fatto sono alla base, per non dire che sono la causa diretta, di tutte le disgrazie e tragedie che inevitabilmente ogni due per tre ci capitano addosso. In effetti è molto comodo fidarsi dei “mai più” che ogni volta imperversano sui giornali, sulle televisioni.

    E’ stato così dopo il terremoto del Molise dove 26 bambini e la loro maestra sono morti sotto il crollo di una scuola costruita da gente senza scrupolo che ha pensato solo ad arricchirsi. Tutti davanti ai televisori commossi e sgomenti ad osservare quelle bare, quelle mamme disperate, quella popolazione straziata. Passata l’emozione nessuno si è preoccupato se le norme per evitare queste tragedie sono state poi fatte applicare. Qualcuno di voi sapeva delle proroghe bipartisan sulle norme antisismiche? Io no e a dire il vero non sapevo neanche che erano state approvate. Su giornali e televisioni, sempre più impeganti sulla cronaca piuttosto che sull’informazione, non mi pare che questo sia stato un argomento trattato prima del 6 Aprile.

    E’ stato così anche dopo le diverse e numerose tragedie sul lavoro. Vedi Thyssen Group, Track Center di Molfetta, Umbria Oil. Tutti sgomenti, tutti commossi. Come può succedere tutto ciò? Non è ammissibile! Mai più!!! Poi l’emozione passa, la notizia pure, alla televisione si parla di altro: cucina e reality vanno per la maggiore trovando il favore di Italiani stressati e stanchi desiderosi di relax, di non pensare. E intanto, anche in questo caso, si proroga l’applicazione del testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Qualcuno se ne preoccupa? I giornali e le televisioni ne parlano?

    E’ stato così di fronte al crollo di una scuola a Torino. I nostri ragazzi vanno protetti, vanno a scuola per studiare non per morire! La maggior parte degli edifici scolastici non sono a norma, è una vergogna! Basta, mai più!!! Poi la stessa storia. L’emozione passa, i mass media spostano l’attenzione su altro e ci si scorda di tutto. E intanto le scuole stanno li, sono sempre nelle stesse condizioni e nessuno ha i soldi per metterle a posto.

    Potrei continuare con numerosi esempi partendo dalla diga del Vajont, passando attraverso le numerose alluvioni e smottamenti per finire al nuovo ospedale costruito alle pendici del Vesuvio in piena zona rossa. Vi sono poi quelle tragedie somministrate a goccia lenta, con pochi danni alla volta, con numerosi morti ma distribuiti nel tempo in modo che non diventino una notizia di rilievo, che nessuno ne parli. Come la diossina, le nanopolveri, le sostanze chimiche e radioattive che ci avvelenano piano piano, ci fanno ammalare e morire lentamente.

    Comunque sia io non mi preoccuperei più di tanto, ci hanno garantito che adesso è veramente arrivato il tempo dei “mai più”, che gli sfortunati non saranno lasciati soli. Quindi tranquilli ancora un pò di pazienza e tutto sarà un ricordo, i giornali e le tv torneranno a prlare di cucina e reality e potremo così tornare alla normalita … in attesa del prossimo “mai più”.

    C’era una volta la mia vita / c’era una volta la mia casa / c’era una volta e voglio che sia ancora. / E voglio il nome di chi si impegna / a fare i conti con la propria vergogna. / Dormite pure voi che avete ancora sogni, sogni, sogni …

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    Postato da: Paolo Mariani; in:Giustizia, Informazione, Politica; Tags:, , , ; Commenti:No Comments

  • apr
    6

    chiaianoPochi giorni fa abbiamo assistito all’inaugurazione del nuovo termovalorizzatore di Acerra, in Tv una pubblicità progresso, pagata con soldi pubblici ed interpretata da Elena Russo raccomandata da Berlusconi a Saccà nella famosa intercettazione telefonica, ci fa notare che il problema rifiuti a Napoli è stato definitivamente e brillantemente risolto. Ma siamo sicuri che la situazione è come ce la raccontano? “Civiltà bruciata – la terra degli inceneritori” è un documentario molto interessante realizzato da Zenone Sovilla. Potete  scaricarvelo dal sito ufficiale nel formato che più vi aggrada, ci troverete le testimonianaze di numerosi professionisti e scienziati che da anni denunciano i devastanti effetti sull’ambiente e sulla salute che questi metodi di gestione dei rifiuti provocano.

    Dalle nostre parti come vanno le cose? Purtroppo la raccolta differenziata è ancora pura utopia. Nonostante le leggi sia nazionali che regionali impongano percentuali di differenziazione superiori al 50% ad Ostuni non riusciamo a stare sopra il 10% e siamo in calo rispetto al 2007. Qualche giorno fa sui giornali l’avvio del nuovo sistema di raccolta era presentato come un fatto imminente, nel frattempo il comune ha prorogato per l’ennesima volta il contratto con Enerambiente e quindi il tutto slitterà a dopo l’estate, periodo che come sappiamo vede un  enorme incremento dei rifiuti. Daltronde sappiamo che le regole del nuovo “innovativo sistema” (così l’ha definito l’assessore all’ambiente) non prevedono nulla di particolarmente diverso da quello attuale se non il rinnovo e probabilmente l’aumento dei cassonetti stradali. Forse si pensa che il cittadino sia più invogliato a differenziare quando si trova di fronte a nuovi cassonetti belli e colorati. L’impianto di compostaggio di Brindisi di proprietà della ATO BR/1 , che solo negli ultimi quattro anni ha ricevuto oltre 4 milioni di euro di finanziamenti dalla Provincia (vedi qui), non solo non risulta operativo ma non si capisce quando potrà esserlo. La differenziazione dell’umido (che rappresenta il 35% dei RSU) porterebbe immediatamente la percentuale di raccolta differenziata oltre il 40%. Il Compost così realizzato è un ottimo ammendante e fertilizzante del terreno in grado di combattere con efficacia il processo di desertificazione a cui il nostro territorio è sottoposto. La discarica di Brindisi è ormai al suo esaurimento quindi volenti o dolenti si dovrà individuare un nuova area per depositare le tonnellate di rifiuti prodotti. Una discarica vicino casa non la vuole nessuno, le popolazioni quando avvertono questo pericolo si ribellano, protestano, cercano di impedirne la realizzazione. Così interviene l’esercito, le forze dell’ordine e giù mazzate ad inermi cittadini che difendono il loro territorio, la loro salute, il loro futuro e quello dei propri figli.

    Alcune proposte, nulla di ideologico ma soluzioni già adottate con successo in altre realtà, alcune in grandi città, che si sono dimostrate in grado di garantire elevate percentuali di raccolta differenziata (oltre il 90%), diminuire la quantità di rifiuti prodotti, creare posti di lavoro, diminuire le spese e di conseguenza la tassa a carico dei cittadini:

    • Piani di riduzione dei rifiuti tramite iniziative volte ad incentivare l’installazione di distributori di prodotti alla spina, incentivi per favorire l’utilizzo di pannolini riutilizzabili, promuovere l’acqua del rubinetto, l’utilizzo di borse multiuso e sacchetti in materiale biodegradabile, favorire il compostaggio domestico.
    • Promuovere accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio-triplo imballaggio.
    • Stimolare l’apertura di “Negozi del riciclo”  dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus denaro.
    • Immediato passaggio alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale tramite microchip (più ricicli meno paghi) per tutte le famiglie e aziende con riduzione della parte variabile per coloro che optino per il compostaggio domestico.
    • Immediato avvio della raccolta differenziata in tutte le scuole (classe per classe), centri sportivi, cinema, parrocchie, luoghi di lavoro in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana. (questo può essere disposto già da domani)
    • Istituzione presso l’isola ecologica di uno sportello informativo e di un call-center con numerazione gratuita gestito da personale debitamente formato e che possa essere un punto di riferimento per tutte le utenze per le problematiche ed i quesiti relativi alla gestione e differenziazione dei rifiuti.
    • Erogazione di incentivi alle aziende agricole che investono in macchinari che permettono la triturazione dei residui vegetali direttamente sul posto di produzione e che forniscono tale servizio anche a privati proprietari di piccoli appezzamenti.
    • Favorire la costruzione e l’avvio di centri di riciclo dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis quelli plastici-cartacei) appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati tramite “estrusione” e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (evitando scavi in cave).
    • Favorire la costruzione di impianti di trattamento meccanico-biologico per la parte residua con bioessicazione della parte organica e loro integrazione con i centri riciclo.
    • Fare pressioni affinché venga completato e reso operativo immediatamente il centro di compostaggio presente nel territorio del comune di Brindisi, anche tramite l’attivazione del Consorzio Italiano Compostatori con cui la regione Puglia ha stipulato apposito accordo.
    • Pubblicazione su internet di tutti i dati, relazioni, delibere e qualsiasi atto o notizia inerente la gestione dei rifiuti solidi urbani.
    • Bonifica delle ex discariche e delle ex cave e loro trasformazione in parchi pubblici.

    Scarica Pensa differente la nostra  guida essenziale alla raccolta differenziata e alla gestione dei rifiuti.

    Scarica il capitolato d’appalto per il servizio di igiene ambientale attualmente in vigore, per l’ennesima volta prorogato. Il comune non pubblica questo tipo di atti on line per una libera consultazione da parte del cittadino, per quello che possiamo provvederemo noi.

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  • mar
    9

    stopalconsumoditerritorioL’Italia è un paese meraviglioso.
    Ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio. Ma ha una malattia molto grave: il consumo di territorio. Un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all’anno. Dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata Seppellita sotto il cemento.

    La natura, la terra, l’acqua non sono risorse infinite. Il paese è al dissesto idrogeologico, il patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l’agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità di ciascun territorio e di ogni città, sembrano destinate a confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto.

    La Terra d’Italia che ci accingiamo a consegnare alle prossime generazioni è malata. Curiamola!

    STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO!

    Scatenare gli “spiriti animali” della speculazione edilizia più forsennata e rozza per dare uno choc all’economia, un colpo alla burocrazia e un volano enorme all’edilizia: questo, secondo le sue parole, il progetto di politica urbanistica dell’uomo che gli italiani, aiutati da una legge elettorale balorda, hanno scelto per governare. Si potranno aumentare del 20% le cubature di tutti gli edifici residenziali esistenti e della stessa quantità le aree coperte dagli edifici ad altra destinazione. Si potranno demolire e ricostruire, con il 30% in più, gli edifici costruiti prima del 1989. Tutto questo in deroga ai piani regolatori e ai pareri degli uffici: basta la certificazione di un tecnico.

    Siamo alla follia. Si cancellano non pochi decenni, ma alcuni secoli di tentativi di regolare un mercato (quello dell’utilizzazione del suolo a fini urbani) che, lasciato alla spontaneità, stava distruggendo le città e rendendone invivibili le condizioni per gli abitanti e le attività.

    La regolamentazione del territorio nell’interesse collettivo non nasce nei paesi del socialismo reale, e neppure in quelli del welfare state, ma agli albori del XIX secolo nei paesi del capitalismo maturo. Arrivò più tardi nei paesi in cui le debolezza dell’imprenditoria moderna lasciava ampio spazio alla rendita, come l’Italia. Qui la regolamentazione urbanistica venne introdotta, nell’epoca fascista, dopo un conflitto che vide, all’interno di quel mondo, la vittoria delle forze del profitto su quelle della rendita: fu nel 1942, quando la legge del fascista Gorla fu approvata contro le resistenze dei difensori del privilegio indiscriminato della proprietà privata.

    Aumentare le cubature e le superfici delle costruzioni esistenti in deroga a piani (per di più già spesso sovradimensionati) significa compromettere tutte le condizioni della vivibilità: peggiorare le condizioni del traffico, il carico delle reti dell’acqua e delle fogne, ridurre l’efficienza delle scuole, del verde, dei servizi sociali, peggiorare le condizioni dell’aria e dell’acqua, ridurre gli spazi pubblici, rendere più difficile la convivenza.

    Significa privilegiare, nell’economia, le componenti parassitarie rappresentate dalla speculazione immobiliare rispetto a quelle della ricerca, dell’innovazione dei sistemi produttivi, dell’utilizzazione delle risorse peculiari della nostra terra. Non dimentichiamo che scatenare l’attività edilizia indiscriminata provocherà la distruzione di paesaggi, di beni artistici e culturali, di testimonianze storiche e di bellezza: insomma, di tutte le componenti del patrimonio comune, già così debolmente tutelati nel nostro paese.

    E riflettiamo sul fatto che affidare le decisioni delle demolizioni e ricostruzioni e degli ampliamenti edilizi al parere tecnico di professionisti pagati dagli stessi operatori immobiliari interessati significa sottrarre ogni decisione non a una parassitaria burocrazia, ma ai pareri di qualificati funzionari pubblici e alla possibilità dei cittadini di concorrere, mediante le procedure della pianificazione urbanistica e l’intervento diretto di partecipazione, alle scelte di trasformazione dei territori sui quali vivono.

    Da quale palazzo o palazzetto della politica nascerà il segnale di una protesta che fermi la marcia verso la devastazione?

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    Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Economia, Politica; Tags:, , ; Commenti:1 Comment

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