• nov
    9

    14834_1240573023933_1517529001_619517_3194940_nIl gruppo anti cerano organizza per Giovedì 12 alle ore 18, presso il Centro Frizzoli a Torchiarolo un pubblico dibattito sul tema “Carbone, inquinamento e Salute”.

    Parteciperà la Prof.ssa Ada Calabrese responsabile del gruppo ai rapporti con la stampa, il Dott. Maurizio Portaluri direttore della U.O. Radioterapia della ASL di Brindisi, il Dott. Emilio Gianicolo ricercatore I.F.C. – CNR di Brindisi.

    Al termine dell’incontro verrà inaugurata la collettiva fortografica “Salento stop inquinamento” che resterà esposta nel centro fino al 5 Dicembre.

    PARTECIPATE

    GIOVEDI’ 12 NOVEMBRE 2009 ore 18

    c/o CENTRO FRIZZOLI DI TORCHIAROLO

    CARBONE, INQUINAMENTO E SALUTE

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    Postato da: admin; in:Ambiente, Informazione, Salute; Tags:, , ; Commenti:No Comments

  • ago
    11

    PROMO-LogoInceneritore

    Riceviamo da nuova messapia questa testimonianza che volentieri  pubblichiamo.

    Mi trovo dal 22 gennaio catapultato a San Giovanni Rotondo perchè a mio figlio Luvi di 2 anni e mezzo è stata diagnosticata un Leucemia Linfoblastica Acuta. Vi scrivo perchè voglio raccontarvi in sintesi una piccola storia, che deve necessariamente evolversi nella direzione della salvezza, ma che mi pone interrogativi che inquietano..
    In quel periodo eravamo in attesa del terzo figlio, Graziano, che è nato a S. Giovanni il 16 febbraio.. insomma ci siamo ritrovati scaraventati d’un colpo qui, in un batter d’occhio..
    C’è da dire che la fase dell’induzione di Luvi è stata piuttosto difficile e complicata, con tossicità dei farmaci che lo hanno bloccato a letto per 2 mesi.. la remissione completa è stata comunque ottenuta.. Ora è stato classificato come rischio intermedio e ha completato la fase della 1° reinduzione (protocolo III).
    Praticamente siamo sempre rimasti qui, tranne che per una settimana alla fine del consolidamento, in cui siamo ritornati nel salento..
    Vi risparmio le varie riflessioni sullo sconquasso fisico e psicologico di Luvi, sulle nostre difficoltà come famiglia, sul fatto che siamo entrati in un buco nero e la nostra vita è stata completamente stravolta.. ma ora Luvi sta bene, i medici sono ottimisti, per cui procediamo senza indugi verso la salvezza..
    il punto è che:
    - al nostro arrivo siamo stati accolti come “l’ENNESIMO CASO SALENTINO”,
    - quel reparto in questo periodo registra un incremento di nuovi casi alquanto preoccupante..
    - molti sono salentini..

    naturalmente in chi come me ha una certa storia di sensibilità e attivismo nel campo del sociale, della tutela dell’ambiente, della ricerca di nuovi stili di vita, questa consapevolezza non ha certo destato sorpresa.. sapevamo tutto, sappiamo bene tutti dove viviamo, cosa respiriamo e mangiamo, sappiamo bene che da anni hanno deciso di fare del salento, ma oserei dire della puglia, una terra di morte.. i progetti purtroppo non si fermano, perchè stanno deliberatamente pianificando la morte delle persone per favorire megastrutture di falso progresso, di falsa civiltà..
    Cerano è lì che brucia..L’Ilva è lì che uccide, le discariche delle cave salentine sono lì a fermentare schifezze.. e come se non bastasse ecco che il megasansificio di Veglie è già pronto, così come tante altre stronzate che vogliono disseminare qua e là.. non ultimo il nucleare..
    Quando ero ancora salvo, stavo a informarmi, informare, frequentavo i comitati, scrivevo canzoni per tentare pacificazioni con questa terra, mi preoccupavo per il futuro..i figli..insomma, molto normalmente pensavo con tempi dilatati..nella speranza appunto di rimanere salvo.. banca etica, commercio equo e solidale, futuro sostenibile, sobrietà.. insomma tante belle parole..vane..
    Ora non sono più salvo, perchè Luvi ha la leucemia, perchè è una brutta malattia della quale ho capito poche cose, tra cui che sicuramente non viene per volontà divina e che l’incubo della recidiva durerà per anni, per cui la guarigione di fatto è un concetto molto poco concreto..
    perchè vi scrivo?..
    non lo so, ma forse perchè probabilmente non torneremo più nel salento, a casa..perchè non potrei proprio sopportare l’idea di ritornare , con tutti quei progetti di morte prossimi alla realizzazione.. non sopporto l’idea di ritornare ed essere trattato dalla mia “comunità(??)” come lo sfigato di turno a cui gli è capitata quasi per caso una brutta vicissitudine, quando invece io sento di essere tra coloro (non pochi) che stanno pagando per tutti le scelte dannose di tutti… perchè ora è l’indifferenza che fa si che questi problemi possono solo aggravarsi, per le famiglie, per la società..
    io mi sento di essere un problema di comunità, di generazione..non certo l’eccezione.. ma questo è un messaggio che è difficile far passare ai “salvi”.. noi “non salvi” abbiamo ora un cervello che funziona in modo completamente diverso dagli altri..per cui il nostro concetto di tempo di spazio è alterato..ora è perfettamente incarnato nella realtà..prima no..
    quindi..probabilmente potremmo facilmente non tornare più..non perchè altrove la situazione sia migliore, anzi..ma almeno non mi sentirei spettatore inerte e vittima di un modo di fare irragionevole e spietato..ho due figli ancora sani da tutelare.. a 5 km c’è un megasansificio già pronto a colpire..che fortunatamente è stato in qualche modo bloccato..fino a quando? etc..etc..etc..
    Io vorrei darmi un’ultima possibiltà di appartenere alla mia terra.. con Annarita, mia moglie, stiamo pensando al modo di poter essere testimonianza attiva… sarebbe utile, ad esempio, che i bimbi ricoverati, le loro tormentate famiglie, quei reparti di sofferenza finiscano di essere fantasmi, invisibili.. il mondo ignora la nostra presenza, la nostra essenza, la sofferenza quotidiana, dove davvero ogni minuto risulta essere prezioso e ogni manovra è di straordinaria importanza.. e Luvi fortunatamente è tra quei bimbi che hanno carte da giocare..ma ce ne sono molti, troppi che non hanno speranze..alcuni già riposano in pace (e ne abbiamo visti e conosciuti e amati in questi mesi) altri sono all’ultima sfavorevole battaglia.. sarebbe molto utile tutto questo, ma è difficile, per cui io vi chiedo di condividere con noi intanto questa esperienza..se la nostra storia può essere utile come testimonianza attiva, se è possibile tentare un coordinamento dei genitori..insomma se avete contatti utili che possano farci sentire utili nonostante la lotta che dobbiamo ancora affrntare..
    Ho provato a contattare Caparezza, i Sud Sound System, anche i Negramaro (sono un po’ musicista e credo fortemente nella capacità di creare consapevolezza), invitandoli nel reparto, intanto a dare un po’ di sollievo ai bimbi, ma anche per contribuire a farli uscire dallo stato di “fantasma” e renderli visibili nel mondo, non rincihiusi nei ghetti della sofferenza, ma come avamposto di una società in crisi che deve cambiare per salvarsi.. non ho ancora risposte, ma se avete la possibiltà di contattarli, fatelo, mettiamoci in contatto, progettiamo insieme una grande campagna di informazione, troviamo dei giornalisti seri, dei preti veri, la società civile.. però, vi prego, non coi modi e i tempi dei “salvi”, ma con quelli di chi salvo non lo è più..
    Per qualche mese saremo ancora qui, anche se io scendo spesso.. scusate se sono stato lungo e forse confuso, ma come potete ben immaginare c’è tanto da dire, se mi lasciassi andare probabilmente non finirei più, per cui sono costretto ad accennare qualcosa senza approfondirla e non senpre mi riesce esprimermi al meglio..

    complimenti per il vostro preziosissimo lavoro.. vi saluto nella speranza di ritrovarci insieme..

    per Graziano, Luvi, Viola,
    per Annarita e Roberto,

    Roberto Simmini

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    Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Salute; Tags:, , , , ; Commenti:No Comments

  • mag
    1

    acerraNon è passato molto tempo dall’annuncio a reti ed edicole unificate sull’inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra destinato a risolvere definitivamente il problema rifiuti del napoletano e ieri sera ad Annozero siamo stati finalmente informati della situazione. Innanzitutto l’impianto non è ancora operativo, ma bensì in fase di collaudo e solamente di una linea sulle tre previste tra l’altro utilizzata ben sotto le sue reali potenzialità. In secondo luogo non produce energia (brucia soltanto), per trattare tutti i rifiuti Campani servirebbero cinque impianti del genere, delle ecoballe stoccate nelle varie discariche che dovevano essere smaltite con costi a carico della Impregilo non se ne conosce il destino ed infine che la promessa bonifca dei siti inquinati è rimasta una vana speranza.

    Lo “Stato” è tornato con le sue balle (non eco), la sua propaganda, sostenuto da tutti i politici a diffondere morte e veleni, a sperperare risorse e denaro pubblico e a distruggere l’economia e le possibilità di sviluppo locale. Il tutto a favore degli interessi loro, dei loro amici e compari in affari. L’altra sera alla trasmissione Exit un esponente del Udc ha affermato: noi politici siamo chiamati a fare delle scelte e a spiegarle ai cittadini. Io rispondo: noi cittadini siamo chiamati a difendere con le unghie e con i denti i nostri diritti e a spiegare a quel tipo di politici come andare a fare in culo. Vi segnalo infine un interessante articolo sulla questione di Acerra di Vittorio Moccia e pubblicato su Peacelink.

    VENERDI’ 7 Maggio alle ore 18 – Auditorium biblioteca comunale di Ostuni

    Dibattito pubblico su

    “RIFIUTI: PROBLEMA O RISORSA?”

    interverranno

    • Domenico Tanzarella – Sindaco di Ostuni e Vice Presidente ATO BR1
    • Rocco Argentiero – Assessore Ambiente Ceglie Messapica
    • Pino Caramia – Vice Presdiente WWF Puglia
    • Roberto De Giorgi – Consulente Amiu e Comune di Taranto per la raccolta differenziata

    Nel frattempo vi invitiamo a leggere la nostra Guida essenziale alla gestione dei rifiuti e raccolta differenziata.

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  • apr
    6

    chiaianoPochi giorni fa abbiamo assistito all’inaugurazione del nuovo termovalorizzatore di Acerra, in Tv una pubblicità progresso, pagata con soldi pubblici ed interpretata da Elena Russo raccomandata da Berlusconi a Saccà nella famosa intercettazione telefonica, ci fa notare che il problema rifiuti a Napoli è stato definitivamente e brillantemente risolto. Ma siamo sicuri che la situazione è come ce la raccontano? “Civiltà bruciata – la terra degli inceneritori” è un documentario molto interessante realizzato da Zenone Sovilla. Potete  scaricarvelo dal sito ufficiale nel formato che più vi aggrada, ci troverete le testimonianaze di numerosi professionisti e scienziati che da anni denunciano i devastanti effetti sull’ambiente e sulla salute che questi metodi di gestione dei rifiuti provocano.

    Dalle nostre parti come vanno le cose? Purtroppo la raccolta differenziata è ancora pura utopia. Nonostante le leggi sia nazionali che regionali impongano percentuali di differenziazione superiori al 50% ad Ostuni non riusciamo a stare sopra il 10% e siamo in calo rispetto al 2007. Qualche giorno fa sui giornali l’avvio del nuovo sistema di raccolta era presentato come un fatto imminente, nel frattempo il comune ha prorogato per l’ennesima volta il contratto con Enerambiente e quindi il tutto slitterà a dopo l’estate, periodo che come sappiamo vede un  enorme incremento dei rifiuti. Daltronde sappiamo che le regole del nuovo “innovativo sistema” (così l’ha definito l’assessore all’ambiente) non prevedono nulla di particolarmente diverso da quello attuale se non il rinnovo e probabilmente l’aumento dei cassonetti stradali. Forse si pensa che il cittadino sia più invogliato a differenziare quando si trova di fronte a nuovi cassonetti belli e colorati. L’impianto di compostaggio di Brindisi di proprietà della ATO BR/1 , che solo negli ultimi quattro anni ha ricevuto oltre 4 milioni di euro di finanziamenti dalla Provincia (vedi qui), non solo non risulta operativo ma non si capisce quando potrà esserlo. La differenziazione dell’umido (che rappresenta il 35% dei RSU) porterebbe immediatamente la percentuale di raccolta differenziata oltre il 40%. Il Compost così realizzato è un ottimo ammendante e fertilizzante del terreno in grado di combattere con efficacia il processo di desertificazione a cui il nostro territorio è sottoposto. La discarica di Brindisi è ormai al suo esaurimento quindi volenti o dolenti si dovrà individuare un nuova area per depositare le tonnellate di rifiuti prodotti. Una discarica vicino casa non la vuole nessuno, le popolazioni quando avvertono questo pericolo si ribellano, protestano, cercano di impedirne la realizzazione. Così interviene l’esercito, le forze dell’ordine e giù mazzate ad inermi cittadini che difendono il loro territorio, la loro salute, il loro futuro e quello dei propri figli.

    Alcune proposte, nulla di ideologico ma soluzioni già adottate con successo in altre realtà, alcune in grandi città, che si sono dimostrate in grado di garantire elevate percentuali di raccolta differenziata (oltre il 90%), diminuire la quantità di rifiuti prodotti, creare posti di lavoro, diminuire le spese e di conseguenza la tassa a carico dei cittadini:

    • Piani di riduzione dei rifiuti tramite iniziative volte ad incentivare l’installazione di distributori di prodotti alla spina, incentivi per favorire l’utilizzo di pannolini riutilizzabili, promuovere l’acqua del rubinetto, l’utilizzo di borse multiuso e sacchetti in materiale biodegradabile, favorire il compostaggio domestico.
    • Promuovere accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio-triplo imballaggio.
    • Stimolare l’apertura di “Negozi del riciclo”  dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus denaro.
    • Immediato passaggio alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale tramite microchip (più ricicli meno paghi) per tutte le famiglie e aziende con riduzione della parte variabile per coloro che optino per il compostaggio domestico.
    • Immediato avvio della raccolta differenziata in tutte le scuole (classe per classe), centri sportivi, cinema, parrocchie, luoghi di lavoro in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana. (questo può essere disposto già da domani)
    • Istituzione presso l’isola ecologica di uno sportello informativo e di un call-center con numerazione gratuita gestito da personale debitamente formato e che possa essere un punto di riferimento per tutte le utenze per le problematiche ed i quesiti relativi alla gestione e differenziazione dei rifiuti.
    • Erogazione di incentivi alle aziende agricole che investono in macchinari che permettono la triturazione dei residui vegetali direttamente sul posto di produzione e che forniscono tale servizio anche a privati proprietari di piccoli appezzamenti.
    • Favorire la costruzione e l’avvio di centri di riciclo dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis quelli plastici-cartacei) appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati tramite “estrusione” e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (evitando scavi in cave).
    • Favorire la costruzione di impianti di trattamento meccanico-biologico per la parte residua con bioessicazione della parte organica e loro integrazione con i centri riciclo.
    • Fare pressioni affinché venga completato e reso operativo immediatamente il centro di compostaggio presente nel territorio del comune di Brindisi, anche tramite l’attivazione del Consorzio Italiano Compostatori con cui la regione Puglia ha stipulato apposito accordo.
    • Pubblicazione su internet di tutti i dati, relazioni, delibere e qualsiasi atto o notizia inerente la gestione dei rifiuti solidi urbani.
    • Bonifica delle ex discariche e delle ex cave e loro trasformazione in parchi pubblici.

    Scarica Pensa differente la nostra  guida essenziale alla raccolta differenziata e alla gestione dei rifiuti.

    Scarica il capitolato d’appalto per il servizio di igiene ambientale attualmente in vigore, per l’ennesima volta prorogato. Il comune non pubblica questo tipo di atti on line per una libera consultazione da parte del cittadino, per quello che possiamo provvederemo noi.

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  • apr
    2

    Da Maurizio Portaluri medico brindisino di lunga data, attivo nel movimento di lotta per la salute Medicina Democratica convinto che la salute individuale non proviene solo dall’opera di un bravo medico ma anche dalla buona salute della collettività.

    radiazioni-pericoloMENO RADIAZIONI IN MEDICINA FAREBBERO BENE ALLA SALUTE ED ALLE CASSE DEL SISTEMA SANITARIO
    Ogni anno in Italia sono oltre 54 milioni gli esami medici che utilizzano le radiazioni ionizzanti cioè le radiografie e le TAC. Circa uno ogni abitante. A questi si aggiungano 3 milioni di esami di medicina nucleare.  Oltre le radiazioni che provengono dal suolo e dal cosmo, negli ultimi anni la dose che si deposita nel nostro organismo a causa degli esami radiologici ha ormai raggiunto quella proveniente dalla natura. Una TAC dell’addome corrisponde a circa 500 radiografie del torace ed ad essa corrisponde un rischio di un tumore da raggi in più ogni mille esami. Gli esperti ritengono che negli ultimi anni il 10% dei tumori diagnosticati dipendano dalle radiazioni per uso medico. Purtroppo la consapevolezza di noi medici sul problema non è elevata ed ancor meno quella dei cittadini consumatori. Le leggi in materia ci sono. Un esame radiologico prima di essere eseguito deve essere “giustificato” ed essere effettuato in condizioni “ottimali”. Ciò vuol dire che non ne debba essere stato eseguito uno analogo da poco tempo, che non sia possibile eseguirne un altro in grado di fornire le stesse informazioni senza l’impiego delle radiazioni ionizzanti, che dopo l’esame richiesto il medico richiedente sappia bene cosa si farà sia in caso di esito negativo che positivo. La Regione Toscana ha approvato nel 2006 una legge con cui si impegna a far crescere la consapevolezza di cittadini e medici sull’argomento, realizzando anche le opportune verifiche e conducendo studi sulle dosi assorbite dai pazienti soprattutto bambini e  adolescenti. La Confesercenti ha condotto un’inchiesta intitolata “100 casi di spreco in Sanità” dalla quale emerge che ospedali mai terminati, prescrizioni ‘a pioggia’, ricoveri ed esami inutili, scarso utilizzo della tecnologia, personale medico in esubero e paramedico insufficiente rappresentano alcuni dei fattori che hanno portato, nel corso del 2005, a sprecare risorse sanitarie per un totale di 17 miliardi e 400 milioni di euro.  (circa 100 milioni è il budget annuale del nostro servizio sanitario nazionale e 6 quello della sola Puglia).

    Una campagna di formazione e di informazione sui rischi da radiazioni ionizzanti per uso medico rappresenterebbe un atto dovuto oltre che per la salute collettiva anche per le casse della nostra sanità. Una campagna che dovrebbe andare di pari passo con quella sui farmaci e sui loro effetti collaterali e con quella sulla promozione delle tecniche di immagine che non usano le radiazioni ionizzanti come la Risonanza magnetica e gli ultrasuoni.

    Nella nostra regione in questi mesi si rincorrono le richieste, le pretese ed i contenzioni per la PET-TAC in tutte le province. I cittadini dovrebbero saper che la pet tac è un’indagine moderna in grado di dare risposte a due domande: se un tumore ha già dato metastasi quando è stato diagnosticato e se una lesione sospetta dopo le cure è un tumore o meno. Ma devono anche sapere che un esame di quel tipo corrisponde a circa 1400 radiografie del torace e che esiste già un’altra metodica la quale senza usare raggi x è in grado di darci le stesse informazioni della pet-tac a costi sanitari ed economici di gran lunga inferiori. Si tratta della risonanza magnetica con diffusione total-body. Si avrebbe così anche l’enorme vantaggio di ridurre il rischio di cancro da radiazioni mediche . Si sa, per ridurre i tumori non servono tanto arance, azalee e uova di cioccolata ma meno inquinamento e meno radiazioni ionizzanti.

    Nella Puglia delle energie rinnovabili sarebbe davvero coerente e necessaria anche in sanità una scelta a favore di tecnologie diagnostiche in grado contrastare l’abuso delle radiazioni ionizzanti notoriamente in grado di provocare il cancro.

    Maurizio PORTALURI

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    Postato da: Paolo Mariani; in:Salute; Tags:, ; Commenti:No Comments

  • mar
    15

    Il rifiuto non è un oggetto                              il rifiuto è un azione

    I nostri comportamenti hanno trasformato un verbo (rifiutare) in un nome (rifiuto). In realtà la merce in questo processo non subisce alcuna trasformazione, siamo noi, decidendo di disfarci di un determinato materiale, a rifiutarlo, ma il materiale rimane tale e quale, quindi la carta rimane carta, la plastica rimane plastica, il vetro rimane vetro e così via. Detto questo è facile capire che il destino di queste merci è esclusivamente nelle nostre mani, siamo noi, e solo noi, a decidere se rifiutarlo o riutilizzarlo. Se decidiamo di rifiutare queste merci dovremmo sobbarcarci dei costi economici ed ambientali conseguenti al loro smaltimento (vengono sotterrate o bruciate), se invece decidiamo di differenziare i vari materiali e conferirli negli appositi contenitori daremo la possibilità di rimettere queste materie prime nel ciclo produttivo. Questa seconda strada ha numerosi vantaggi: in primis di natura economica, il vostro Comune non solo risparmierà denaro non dovendo smaltire quello che noi rifiutiamo, ma potrà vendere le materie prime che noi gli forniremo con evidenti benefici per tutta la comunità ed in secondo luogo il riciclo della materia comporta un risparmio delle risorse naturali del pianeta (se ricicliamo carta non dovremmo abbattere alberi) ed un cospicuo risparmio energetico (per riciclare un Kg di materiale si utilizza molta meno energia che per produrre un Kg di quello stesso materiale vergine). Capirai bene ora che tu e

    SOLO TU PUOI FARE LA DIFFERENZA

    La maggior parte dei rifiuti soldi urbani (oltre il 90%) che finisce in discarica o nell’inceneritore sono composti da materiali riciclabili e riutilizzabili, infatti, le statistiche ci dicono che ogni cittadino italiano produce in media 1,5 Kg di rifiuti al giorno e che questi sono così composti: materiale organico 35%, carta e cartone 21%, plastica 13%, vetro 12%, verde e legno 7%, metalli 6%, altro 6%. Capite bene che se invece di rifiutare questi materiali noi facciamo in modo di riammetterle nel sistema produttivo, dall’oggi al domani avremmo una diminuzione i rifiuti di oltre il 90%.
    Naturalmente potremmo aumentare ancora questa percentuale, riducendo la produzione di rifiuti. Come? Semplicemente imparando a produrre ed utilizzare le risorse con responsabilità. Evitare i prodotti usa e getta che dovrebbero essere riservati esclusivamente al campo sanitario, evitare ove possibile i contenitori utilizzando distributori alla spina oggi esistenti per qualsiasi prodotto (latte, detersivi, shampoo, etc.), bere acqua del rubinetto, evitare l’uso di sacchetti di plastica,  preferire prodotti realizzati nel rispetto dell’ambiente, numerose le certificazioni attestanti la tutela ambientale, evitare l’acquisto di prodotti tossici e comunque non riciclabili, spingere le aziende a non produrre prodotti non riciclabili.  Siamo noi consumatori che possiamo fare queste scelte e, se possiamo, dobbiamo.
    Per poter riciclare i materiali è indispensabile una corretta differenziazione dei materiali, in caso contrario si verificano una serie di problematiche tecniche ed un considerevole aumento dei costi dovuti alla separazione dei materiali che di fatto renderebbero impossibile il riciclo per la maggior parte di essi.
    La differenziazione dei materiali la può fare esclusivamente il singolo cittadino e la deve fare in maniera corretta. Le istituzioni hanno il dovere di organizzare tutto il resto (ritiro, trasporto, avvio a riciclo) ma senza un corretto comportamento del singolo cittadino tutto diventa vano. Il primo e fondamentale passo è la differenziazione tra materiale organico (resti alimentari) e frazione secca (che andrà suddivisa in base alla metodologia di raccolta).
    L’attuale gestione dei rifiuti urbani con utilizzo dei cassonetti stradali non garantisce una corretta e puntuale differenziazione dei rifiuti, le campagne a premi risultano essere uno spreco di risorse non avendo alcun effetto sull’aumento della raccolta differenziata, non ha alcun meccanismo in grado di stimolare la diminuzione dei rifiuti, necessita di discariche che inevitabilmente esauriranno la loro capacità con conseguente fabbisogno di reperire ulteriori siti (che giustamente nessuno vuole nel proprio territorio), porta alla necessità di impianti di trattamento a caldo (termovalorizzatori, gassifcatori) con tutte le conseguenze ambientali e sanitarie che ne conseguono. Si propongono quindi una serie di interventi mirati alla definitiva soluzione del problema, nel rispetto dell’ambiente e della salute con un occhio di riguardo ai relativi costi economici. Nulla di inventato, si tratta di soluzioni già adottate con successo in altre realtà, alcune in grandi città, che si sono dimostrate in grado di garantire elevate percentuali di raccolta differenziata (oltre il 90%), diminuire la quantità di rifiuti prodotti, creare posti di lavoro, diminuire le spese e di conseguenza la tassa a carico dei cittadini.

    • Piani di riduzione dei rifiuti tramite iniziative volte ad incentivare l’installazione di distributori di prodotti alla spina, incentivi per favorire l’utilizzo di pannolini riutilizzabili, promuovere l’acqua del rubinetto, l’utilizzo di borse multiuso e sacchetti in materiale biodegradabile, favorire il compostaggio domestico.
    • Promuovere accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio-triplo imballaggio.
    • Stimolare l’apertura di “Negozi del riciclo”  dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus denaro.
    • Immediato passaggio alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale tramite microchip (più ricicli meno paghi) per tutte le famiglie e aziende, con riduzione della parte variabile per coloro che optino per il compostaggio domestico.
    • Immediato avvio della raccolta differenziata in tutte le scuole (classe per classe), centri sportivi, cinema, parrocchie, luoghi di lavoro in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana. (questo può essere disposto già da domani)
    • Istituzione presso l’isola ecologica di uno sportello informativo e di un call-center con numerazione gratuita gestito da personale debitamente formato e che possa essere un punto di riferimento per tutte le utenze per le problematiche ed i quesiti relativi alla gestione e differenziazione dei rifiuti.
    • Erogazione di incentivi alle aziende agricole che investono in macchinari che permettono la triturazione dei residui vegetali direttamente sul posto di produzione e che forniscono tale servizio anche a privati proprietari di piccoli appezzamenti.
    • Favorire la costruzione e l’avvio di centri di riciclo dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis quelli plastici-cartacei) appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati tramite “estrusione” e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (evitando scavi in cave).
    • Favorire la costruzione di impianti di trattamento meccanico-biologico per la parte residua con bioessicazione della parte organica e loro integrazione con i centri riciclo.
    • Fare pressioni affinché venga completato e reso operativo immediatamente il centro di compostaggio presente nel territorio del comune di Brindisi, anche tramite l’attivazione del Consorzio Italiano Compostatori con cui la regione Puglia ha stipulato apposito accordo.
    • Pubblicazione su internet di tutti i dati, relazioni, delibere e qualsiasi atto o notizia inerente la gestione dei rifiuti solidi urbani.
    • Bonifica delle ex discariche e delle ex cave e loro trasformazione in parchi/luoghi pubblici.

    Scarica il nostro opuscolo sulla gestione dei rifiuti e la raccolta differenziata, diffondetelo ai vostri amici, ai vostri contatti su internet. Se volete aiutarci a diffonderlo sul territorio tra quelli che non utilizzano internet contattateci per una donazione. Grazie

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    Postato da: Paolo Mariani; in:Ambiente, Politica, Rifiuti, Salute; Tags:, , ; Commenti:No Comments

  • gen
    5



    Inizia con questo primo articolo la rubrica “Oltre il ponte”.Come dice lo stesso Beppe Grillo, “tutto quello che non sapete è vero” ed è così dilagante la disinformazione, grazie ai mass media, che questa rubrica sono sicuro potrebbe contenere centinaia di articoli!

    Una vita amara, con o senza zucchero.

    E 951. L’aspartame è un dolcificante artificiale fra i più diffusi nel mondo: assunto da più di 200 milioni di persone attraverso il consumo di chewing-gum, caramelle senza zucchero, bevande dietetiche e (come non potrebbe?) anche farmaci. E’ praticamente impossibile anche per voi lettori non far parte di questa fetta di umanità!

    L’aspartame all’inizio della messa in commercio fu sottoposto ad alcuni studi riguardo la sua possibile cancerogenicità tramite esperimenti su ratti da laboratorio ma, tranne alcuni dubbi opportunamente non chiariti, i risultati certificarono l’idoneità del prodotto alla messa in commercio. Alla fine del ventesimo secolo però, la FER (Fondazione Europea Oncologia) di Bologna pubblicò dei risultati sconvolgenti per il mondo scientifico: secondo i suoi studi (ovviamente non finanziati da nessuno per l’evidente conflitto di interessi) effettuati su quasi 2000 topi, somministrando loro il suddetto dolcificante anche in dosi minori a quelle permesse da America ed Europa (50/40 mg per Kg di peso corporeo) “l’aspartame induce un aumento dose-correlato, statisticamente significativo, dell’incidenza di linfomi e leucemie maligni del rene nei ratti femmine e tumori maligni dei nervi periferici nei ratti maschi”.

    In soldoni, l’aspartame è un agente cancerogeno, in grado di indurre tumori maligni nei ratti, anche a dosi ammesse per l’alimentazione umana.

    Tali risultati non sono stati ignorati dal mondo, alcune fra le più autorevoli riviste scientifiche hanno pubblicato i risultati sconvolgenti, ovviamente oscurati dal’informazione pubblica. Nel frattempo l’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione mondiale della Sanità, ha dichiarato che i risultati di questo studio impongono, da parte degli organi preposti, un urgente riesame dei livelli di assunzione permissibili dell’aspartame. Se davvero cancerogeno, tale dolcificante dovrebbe essere quasi totalmente eliminato da prodotti di largo consumo. Anche se non assunto fino alle dosi massime consentite, si tratta comunque di un agente cancerogeno ad elevata pericolosità!

    Nel frattempo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), non è rimasta in silenzio e, con grande nonchalance ha pubblicato risultati di esperimenti contraddittori a quelli del FER, i quali testimoniano la “non collegabile relazionalità fra incidenza di tumori e quantità di aspartame assunta” e, anzi, il possibile intervento di malattie naturali e degenerazioni dovute piuttosto alla vecchiaia che ad altro!

    Nel frattempo… mi astengo quanto posso dal consumare l’E951 fidandomi di più, non so perchè, di uno studio indipendente del FER piuttosto che delle smentite dell’EFSA

    Alessandro Zurlo

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